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Un pizzico di rammarico e la certezza di giocarsela con tutti. Ora inizia un ciclo diverso, ma decisivo

La Fiorentina esce da 'San Siro' con la consapevolezza di potersela giocare con chiunque. Partita pazza nella quale poteva succedere qualunque cosa. Due bellissimi gol annullati a Ranieri e Dodo

Alla fine resta un pizzico di amaro in bocca. Anzi, forse anche più di un pizzico. I primi venti minuti della Fiorentina a San Siro sono stati superbi. Cinico e scaltro Gudmundsson a costringere Thiaw all'autogol, da PlayStation l'azione che ha portato al raddoppio: coinvolti Fagioli, Parisi, Mandragora, Dodo e Kean.

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Appunti qua e là. Il gol di Abraham dopo un paio di rimpalli vinti, la sensazione di non riuscire in certi momenti a gestire il ritmo della gara. Le folate rossonere, ad onor del vero per qualità e fisicità dei singoli non da nono posto in classifica.

Ma la Fiorentina ha saputo anche gestire i momenti a pro suo. Dopo il pari di Jovic poteva soccombere. Invece no. Kean ha avuto i palloni per riportare avanti i gigliati, fermato da un super Maignan. Al pari di De Gea. Due mostri a illuminare la notte di 'San Siro'.

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Alla fine poteva vincere e perdere chiunque. Quindi va bene così ai viola. Il Milan resta a meno quattro, in attesa degli scontri diretti di oggi la Fiorentina aggancia Lazio e Roma al sesto posto. Insomma, la classifica è corta e aperta, può succedere ancora qualunque cosa.

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Adesso però servono i punti contro le medio-piccole per sfruttare gli scontri diretti fra le altre che ci saranno nelle prossime giornate. Con Parma, Cagliari ed Empoli la Fiorentina si giocherà la sua stagione in campionato.

Ci sarà da adeguarsi in fretta a squadre chiuse e basse, come del resto sarà il Celje in coppa. Cinque partite di fila sulla carta favorevoli ai viola, in passato sono stati gettati al vento troppi punti contro queste squadre. Inizia qui una mini nuova stagione per la Fiorentina.

Con la possibilità di giocarsi ancora tutto (contro chiunque) in campionato e in Conference. Superato alla grande l'ostacolo che pareva insormontabile (sette punti con Napoli, Juventus, Atalanta e Milan) adesso la discesa dev'essere percorsa a gran velocità.


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