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Ultima chiamata per la svolta. Occasione per cambiare dimensione

Pioli è un gran bel ripartire per la Fiorentina. C'è la possibilità di gettare basi importanti per fare un salto di dimensione

Premesse: dopo la rottura con Palladino, Pioli è un gran bel ripartire per la Fiorentina. Un tecnico da solo, anche se di rango, ‘top’, non basta. Aiuta, sì, ma serve un mercato intelligente e importante che accompagni questa scelta.

Questa può essere l’estate in cui il ‘siamo fortemente ambiziosi’ può tramutarsi da concetto astratto in realtà, da parole a fatti. Prima che le dimissioni di Palladino squarciassero il cielo di Firenze, erano stati gli stessi Pradè e Ferrari a dichiarare che l’obiettivo per la prossima stagione sarebbe stato di lottare almeno per l’Europa League.

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Dopo aver decisamente migliorato la guida tecnica, questo è oggettivo, la Fiorentina avrà il compito di provare a fare quel salto che in questi ultimi anni non le è riuscito. DIMENSIONE. Inutile stare a ripensare a cosa sia mancato per togliersi l’etichetta di squadra ‘da Conference’, se col West Ham, con l’Olympiakos, col Venezia, col Monza, se il sesto posto etc etc.

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Ormai quello è il passato, che potrebbe servire da lezione. Con Pioli, in virtù della sua esperienza internazionale – piaccia o meno, è stato l’unico ed ultimo a portare il Milan ad altissimi livelli e a vincere uno Scudetto – la Fiorentina ha già fatto uno scatto in avanti.

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Non ci sarà più il tecnico emergente di turno a guidare la squadra viola, che magari deve prendere le misure al triplice impegno, che accusa la pressione, che sbaglia letture e scelte, che ci mette settimane a capire come e cosa cambiare a livello tattico.

Cambia la filosofia, si torna a ragionare sull’immediato e non più sulla prospettiva. Si va sull’usato sicuro, piuttosto che su un profilo emergente che (magari) un giorno si farà. La Fiorentina non può più permettersi di essere una ‘palestra’ dove far crescere e migliorare il ‘neofita’ di turno.

In tal senso, tornando alla premessa, la scelta di Pioli è e sarà una garanzia per cambiare dimensione. PIU’ PAGATO. Pioli diventerà anche il tecnico più pagato di sempre per la Fiorentina. Con l’ingaggio da 3 milioni di euro netti a stagione (o poco meno che sia) andrà a doppiare tutti i suoi predecessori.

C’è chi ha fatto all-in su Conte, chi su Mourinho, chi su Sarri. E i risultati sono arrivati (Conte ha vinto lo Scudetto al Napoli, Mourinho una Conference con finale d’Europa League l’anno successivo, Sarri portò la Lazio in Champions).

Non sempre, sia chiaro. Ancelotti a Napoli non funzionò, ma anche in questo caso si torna alla premessa: serve un mercato intelligente e importante che accompagni (bis). LE ALTRE. La rivoluzione delle panchine di quest’estate potrebbe aiutare la causa viola.

Gasperini, artefice della scalata dell’Atalanta e di quel Genoa che sfiorò la Champions, ma che all’Inter venne cacciato dopo poche settimane, in una realtà come la Roma funzionerà? Chivu all’Inter è un’incognita, Juric all’Atalanta idem.

La conferma di Tudor alla Juve è stata una scelta di ripiego, Allegri al Milan non è più una garanzia, viste le difficoltà evidenziate nell’ultimo periodo alla Juve, mentre Sarri alla Lazio sarà tutto da vedere (Lotito gli farà il mercato che il tecnico si aspetta?).

Qualcuno potrebbe necessitare di un tempo di adattamento e ambientamento più lungo di altri, o forse no. O forse sì. Il binomio Pioli-Fiorentina, con annesso un mercato intelligente e importante (tris), potrebbe rivelarsi una delle scelte migliori.

Ora, insomma, c’è tutto per provare a svoltare. E’ un’ultima chiamata. Alle parole e alle intenzioni sbandierate dovranno corrispondere i fatti.


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