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Speciale: «Sono arrabbiato con la squadra. Non è Pradè che tira in porta. Vanoli sta facendo come Ranieri»

Le parole del noto conduttore tifoso viola: «I giocatori sono i responsabili primari. Vanoli mi sta piacendo»

Luca Speciale, noto conduttore tifoso viola, ha parlato così al Pentasport di Radio Bruno di Fiorentina-Juventus: «E' una partita importantissima, ma ormai come le altre. Non serve cosa c'è intorno, c'è la classifica a motivare un atteggiamento diverso rispetto a quanto visto fin qui. Non mi risveglia niente. Quelle partite talvolta epiche vedevano giocatori con atteggiamenti diversi. Sono arrabbiato con questa squadra. Abbiamo parlato di società, proprietà eccetera. Vero, perchè il giocattolo è stato montato male anni fa. Ma niente basta a giustificare questa situazione, perché i giocatori sono i responsabili primari. Loro vanno in campo. Sono più forti o comunque più pagati di quelli del Lecce, il gruppo deve dare risposte e deve scusarsi con la città».

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VANOLI. «Non so come ha allenato ma mi è piaciuto come ha parlato. Abbiamo paragonato questa situazione a quella della Roma dell'anno scorso, che passò da squadra disastrosa con Juric a una vittoria tecnica dello scudetto con Ranieri. Il quale ha semplicemente rimesso le cose a posto. Mi pare stia facendo questo, almeno a parole, Vanoli. Siamo di fronte a presunti campioni, ma bene che vengono riportati sulla Terra. Con un gioco pragmatico e semplice, che necessita anche di rabbia. Al di là delle isterie di Ranieri non vedo gente arrabbiata in campo».

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ATTACCO. «Dicevo questa estate che Gudmundsson sarebbe stato in un modo o nell'altro il perno di svolta della Fiorentina, doveva essere il giocatore chiave. A Genova finalmente la partita l'ha in parte giocata, mi aspetto molto da lui. Penso che Kean si risvegli facilmente, il suo sonno non mi preoccupa. I numeri ce li ha tutti. Il problema è quello dietro, e i limiti del centrocampo che manca soprattutto di muscoli».

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MERCATO. «Da qui a gennaio c'è ancora un pezzo da fare. Sicuramente serve qualcosa in mezzo e dietro. Ma non ci sarà l'uomo da bacchetta magica. La malattia qui è conclamata, nelle gambe e nella testa. Magari anche la preparazione è stata fatta male. Gli anni scorsi arrivavamo scarichi quando il momento diventava determinante, però giocavamo anche 60 partite con Italiano. Non mi pare una squadra, questa, imballata da una preparazione pesante, ma che perda benzina. Non ha avuto neanche furore, determinazione. Domani non è che vincendo o perdendo retrocedi o ti salvi. Ma è importante che ci facciano vedere qualcosa di diverso. Serve un segnale importante, la crisi non si risolve in un giorno. Di partite la Fiorentina ne ha giocate poco: un po' contro la Roma, in parte alla pari, un po' con il Milan. Ma molte altre partite sono state imbarazzanti. Sono molto arrabbiato con la squadra. Loro vanno in campo. Non è Pradè che salta l'uomo e che tira una botta in porta. Ho visto solo da Fazzini, forse, il coraggio di saltare l'uomo».


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