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Repubblica – Braccio di ferro Comune-Fiorentina sul project financing per il Franchi

Ultimatum di Ferrari, l'input di Commisso e le mosse di Palazzo Vecchio

Braccio di ferro sul project financing per lo stadio Franchi. Lo scrive La Repubblica. Braccio di ferro sulle condizioni dell’eventuale coinvolgimento della Fiorentina nell’architettura finanziaria e gestionale dell’operazione stadio.

 

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ULTIMATUM. Lo scenario di una trattativa serrata e molto tesa tra il Comune e il club viola rimbalza negli ambienti politici e sportivi. Il dg viola Ferrari due giorni fa Repubblica ha lanciato un ultimatum al Comune: o si trova un accordo entro dicembre o la Fiorentina resta fuori dal progetto. Un modo di alzare la posta, di strappare le condizioni migliori possibili in un eventuale project financing sia dal punto di vista del contributo economico sia sui tempi di concessione dell’impianto.

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SOLDI E PRESTITI. Palazzo Vecchio sta resistendo: noi siamo chiamati a fare l’interesse pubblico, è il ragionamento della giunta Funaro, pur interessata a coinvolgere Commisso. Il fatto è che il patron viola è un osso duro: chiede “total control” sul secondo lotto e tempi certi al Comune. Altrimenti non è disposto a sborsare soldi. Tanto più ora, con il cronoprogramma ancora per aria. È anche la questione economica ad essere centrale, anzi centralissima, per Ferrari & co. E qui entrano in gioco gli Europei 2032. Palazzo Vecchio scommette sui denari che arriveranno al Franchi per la rassegna, una volta che Firenze verrà inserita dalla Uefa e dal governo nel novero delle città ospitanti. Ma non è detto si tratti di denari a fondo perduto. Il ministro dello sport Abodi ieri ha parlato di «un fondo equity» e di finanziamenti «non a fondo perduto», appunto.

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TATTICHE. Opzione che il consigliere comunale e regionale di Italia Viva Francesco Casini, da sempre molto legato alla famiglia Commisso e conoscitore delle mosse della Fiorentina, ritiene possa essere un ulteriore rischio per il bilancio di Palazzo Vecchio, che si troverebbe ad essere gravato da troppi mutui e prestiti, penalizzando il resto delle opere pubbliche. Il Comune però ritiene che oltre ad una linea di prestiti a tassi agevolati il governo possa attivare anche fondi diretti, per gli stadi che avranno Euro 2032. E si è convinto che il pressing di Ferrari sia in realtà evocata ad arte tra chi sostiene le istanze viola per spingere Palazzo Vecchio ad abbassare le pretese sull’accordo economico con i viola. Tattica e controtattica.


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