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Polverosi sul CdS-Stadio – Non fa (solo) paura la Juventus, ma (soprattutto) la classifica

Oggi non fa paura la Juventus, ma la classifica. La Fiorentina deve reagire contro i bianconeri 

Il giorno in cui la Fiorentina di Commisso ha stabilito il record di spettatori, 40.312, dall’altra parte c’era la Juventus. Terza giornata del campionato 2019-20, allenatore della squadra che poi vincerà lo scudetto, l’ultimo della lunga serie, Maurizio Sarri, fiorentino di provincia come Luciano Spalletti. Vlahovic era in panchina, ma quella della Fiorentina. Finì 0-0, scrive Alberto Polverosi sul Corriere Dello Sport Stadio.

PAURA. Oggi, nel rudere del Franchi, di spettatori ce ne sarà la metà per stare dentro a una storia tristemente nuova e inaspettata per la Fiorentina. Da sempre è una partita che a Firenze vivono come l’attesa di una soluzione, se vincono i viola la città gode, se perdono la città si ammutolisce. Ma questo pomeriggio non sarà solo così. Fiorentina-Juve, per la prima volta nella storia recente del campionato italiano, ha un’attesa diversa. Non vale, come dicono sulle rive dell’Arno, una stagione. Vale tutta la stagione e vale soprattutto uno stato d’animo, che può passare da una nuova speranza a un terrore che paralizza. Non perché davanti c’è l’avversaria la cui sola vista indispone i fiorentini, ma perché quello che indispone davvero, che preoccupa, che fa paura ai fiorentini, è la classifica. 

INEDITO. Non era mai successo che all’undicesima giornata la loro squadra fosse ultima con cinque punti, senza una vittoria, senza una partita giocata come si deve, senza un accenno di orgoglio. Oggi la Fiorentina non gioca solo per battere la Juve, oggi gioca per battere le sue paure. E’ una partita nuova sotto molti aspetti. Paolo Vanoli debutta al Franchi dopo il primo pareggio di Marassi, è stato allenatore del Torino fino a pochi mesi fa. Di là c’è Spalletti, fiorentino di Certaldo e fiorentino per gran parte del suo percorso, affettivo e professionale. Vlahovic torna al Franchi (sempre fischiato), dall’altra parte Kean ritrova la Juve. E’ già successo in passato, però stavolta il peso dei due attaccanti dovrà essere decisivo. 

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