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Poesio sul CorFio: «I vantaggi di non avere pretese. Vanoli riparte dalle basi»

Obiettivi cambiati, nessuno si aspetta da Vanoli qualcosa di diverso dalla salvezza. La differenza con Italiano a Bologna…

Un punto alla volta da mettere nel salvadanaio della salvezza. La Fiorentina secondo Vanoli è una squadra che, prima di tutto, deve pensare a muovere la classifica in attesa, si spera, di qualche banconota da tre punti che consenta di abbandonare le ultime tre posizioni della classifica. Così scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino.

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UN PUNTO DA FESTEGGIARE. È questa la cifra che il neo tecnico viola sembra voler imprimere ai suoi dopo essere stato convocato in fretta e furia al capezzale del Viola Park per cercare di rianimare una squadra e un ambiente aggrovigliati su stessi, tra paure e tanti dubbi. E allora anche un pareggio al termine di uno dei Fiorentina-Juventus più poveri di qualità degli ultimi anni, vale la pena di essere festeggiato. «I nostri obiettivi sono cambiati, la lotta è per la salvezza», la priorità di Vanoli, mentre «Alzare l’asticella» era stato il motto fino a quando quell’asticella ha finito per trafiggere proprio Pioli.

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LE BASI. D’altronde Vanoli sa bene che, nonostante tutto, lottare per salvarsi con una rosa del valore della Fiorentina è molto più facile che cercare di raggiungere le alte posizioni. Soprattutto per un gruppo che si è dimostrato incapace di migliorarsi come squadra, prima che come singoli. L’esatto opposto, per fare un esempio, di quanto sta accadendo a Bologna, dove l’ex viola Italiano, come è avvenuto anche a Firenze durante la sua gestione, veleggia tra le prime posizioni non tanto perché abbia a disposizione chissà quali campioni, ma grazie alla compattezza che riesce ad aumentare il valore della rosa a disposizione. Da Vanoli invece nessuno si aspetta tanto. Perché alla Fiorentina fino a oggi sono mancate soprattutto le basi. Per questo il nuovo tecnico è ripartito da concetti semplici: difesa a uomo sui calci piazzati, un atteggiamento più guardingo di tutta la squadra per poi, davanti, affidarsi all’esplosività e al talento di un attaccante straordinario.

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