×

Poesio su CorFio: «Sprazzi di luce nel grande buio»

La squadra di Vanoli riparte a piccoli passi ma continua a palesare limiti importanti. Serve accendere una scintilla

Ci ha pensato ancora una volta Mandragora, con un jolly da fuori area, a tenere a galla la Fiorentina. E a regalare un punto importante più che per la classifica (i viola restano ultimi alla pari del Verona che oggi in casa affronterà il Parma), per aver evitato una sconfitta contro la nemica di sempre che non avrebbe fatto altro che aumentare il livello di depressione. Di questi tempi, insomma, meglio guardare il bicchiere mezzo pieno e sperare che il pareggio contro la Juventus possa servire soprattutto per il futuro, per iniziare a costruire quello spirito di squadra che, nelle prime undici partite di campionato, è sembrato latitare dalle parti del Viola Park. Questo il pensiero di Ernesto Poesio sull'edizione odierna del Corriere Fiorentino.

sponsored

PICCOLI PASSI. Certo, è un fatto che la Fiorentina dopo dodici partite di campionato abbia raccolto solo 6 dei 36 punti a disposizione e che la vittoria continui a risalire all’ultima partita della scorsa stagione contro l’Udinese in trasferta. Da allora solo piccoli passi per una squadra che continua a mostrare limiti importanti nella costruzione del gioco e nel rendersi pericolosa. Una tendenza che anche ieri è apparsa abbastanza evidente con soli tre tiri in porta (due di Kean, uno parato da Di Gregorio e uno finito sull’incrocio dei pali, e quello che ha portato al gol di Mandragora). Troppo poco per poter pensare di portare a casa i tre punti. Eppure, almeno il secondo tempo, ha mostrato una Fiorentina quantomeno battagliera, più compatta rispetto al passato sulle palle inattive e vogliosa di riprendere per i capelli una partita che dopo la rete allo scadere del primo tempo della Juve sembrava essere sfuggita di mano.

sponsored

SPRAZZI DI LUCE. Segnali, dunque, piccoli sprazzi di luce nel buio pesto in cui Vanoli si è ritrovato al suo arrivo a Firenze. Con la necessità, primaria, di accendere una scintilla a cui aggrapparsi. Certo non può bastare un po’ di grinta in più per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica. Serve anche iniziare a mettere in campo un po’ di qualità, e in questo senso la gara di ieri non ha fornito risposte particolarmente convincenti. Né Fagioli, riportato in posizione di regia, né Dodò sulla fascia, né Gudmundsson una volta entrato hanno saputo far cambiare ritmo, regalare imprevedibilità e, quindi, costruire le promesse per poter portare a casa i tre punti. Un pari giusto, dunque, che forse alla fine non accontenta nessuno. Ma che almeno consente di pensare al futuro con un po’ di ottimismo in più.

sponsored

Lascia un commento