Patanian a LaViola.it: “Beltran è uno freddo, non avevo dubbi sul rigore. Lo volevano Friburgo e Roma”
Intervista al vicepresidente del River Plate sulla prima stagione in maglia viola di Beltran
Se la Fiorentina è tornata in finale di Conference League lo deve al rigore segnato da Lucas Beltran contro il Brugge. Decimo gol stagionale per El Vikingo, arrivato la scorsa estate dal River Plate per un’operazione complessiva di 25 milioni.
Per commentare la sua stagione, LaViola.it ha contattato in esclusiva il vicepresidente dei Los Millonarios, Matias Patanian:
Vicepresidente, cosa ha pensato quando ha visto Beltran sul dischetto contro il Brugge? “Era un rigore importante e pesante, ma quando ho visto Lucas sul dischetto sapevo che avrebbe segnato.
Poi nel calcio può succedere di tutto, ma lui è freddo in quei momenti. Ero nervoso, ma poi sono stato molto felice per lui. Monitoriamo ogni situazione che riguarda chi è uscito dalla cantera del River Plate, anche perché nelle finali europee ci sono Palacios, Beltran e Martinez Quarta: per noi è un orgoglio.
Poi nella Fiorentina c’è anche Nico Gonzalez che è tifoso del River, ma non l’ho menzionato perché è cresciuto in un altro club”.
Con il rigore al Brugge sono 10 gol in stagione per El Vikingo: come commenta la sua stagione? “So che ha avuto bisogno di un tempo di adattamento, ma lo ha fatto con molta naturalezza.
Lucas ha sempre lottato: quando andò in prestito al Colón perché qui non aveva spazio per la grande concorrenza, fece molto bene. Non è facile andare in prestito e poi tornare al River per imporsi: lui ci è riuscito con perseveranza e sforzo, si è consacrato come goleador della squadra che ha vinto il campionato con Demichelis e questo ha reso possibile il trasferimento alla Fiorentina, che non era l’unico club europeo interessato.
Siamo contenti che sia andato a Firenze, che abbia trovato un altro nostro ‘figlio diretto’ come Lucas Martinez Quarta e un tifoso come Nico”.
La scorsa estate era arrivato dal River come centravanti goleador, mentre a Firenze la sua miglior versione si è vista a supporto della punta… “Non mi sorprende, perché lui è molto versatile.
Al River ha giocato in entrambi i modi, solo che nell’ultimo campionato giocava da unica punta con 5 centrocampisti molto offensivi, ma non era un giocatore statico: gli piaceva uscire dall’area e giocare con i compagni. È stato un giocatore chiave anche per la pressione che faceva sugli avversari: alla Fiorentina ha segnato 2 gol su errore del portiere, ma è una sua caratteristica.
È molto importante per gli allenatori”.
Com’è stata la trattativa con la Fiorentina? “Un mese prima l’aveva cercato il Friburgo, ma noi come club abbiamo deciso di aspettare perché poteva darci ancora tanto. Poi c’è stata questa grande operazione con la Fiorentina, che è stata buona per il River e adesso anche per i viola.
C’era anche la Roma interessata”.
Il River ha pubblicato un messaggio di cordoglio quando è venuto a mancare il dg della Fiorentina, Joe Barone. Aveva avuto modo di conoscerlo? “Non l’ho conosciuto personalmente. Ci avevo parlato non in occasione del trasferimento di Lucas, ma in passato perché la Fiorentina si era interessata a Julian Alvarez nella stagione 2021-2022.
Erano state chiacchierate informali”.
Tornando a Beltran, c’è un aneddoto al quale è legato? “Mi ricordo che quando lo avevamo ceduto in prestito al Colon, c’era stato un problema per riportarlo al River. Il Colon poteva utilizzarlo anche nell’ultimo giorno del prestito che era il 30 giugno, ma noi avevamo bisogno di iscriverlo nella lista per gli ottavi della Libertadores 2022: per una questione di regolamento, noi dovevamo inserirlo un giorno prima, ma il Colon non voleva rilasciarlo e per Lucas non è stata facile questa situazione.
In quell’occasione è stata fondamentale la sua volontà di giocare col River. Per questo gli saremmo sempre grati”.
Lo scorso anno si era parlato anche di un possibile ritorno al River di Martinez Quarta. Era vero? “No, non c’è mai stato niente di concreto, non ci abbiamo mai pensato.
Ogni volta che Lucas è a Buenos Aires è un nostro invitato d’onore, lui come tutta la sua famiglia: il River è casa sua. Ogni volta parliamo, ma rispettiamo i contratti e la decisione dei giocatori. Gli auguriamo il meglio e aspettiamo il suo ritorno in futuro, ma non c’era e non c’è nulla a riguardo”.
Il River deve incassare ancora parte dei bonus previsti dalla cessione di Beltran: c’è anche quello relativo a un trofeo? “No, sono vincolati al numero di partite, poi non posso parlare di numeri per rispetto al nostro comitato esecutivo”.
Tiferà Fiorentina per la finale di Atene, con l’Olympiacos che giocherà praticamente in casa? “Per Lucas, il Chino e Nico, ovviamente. E spero che possa accadere una cosa analoga con il River, che potrebbe giocare la finale di Libertadores al Monumental quest’anno visto che la sede designata è Buenos Aires”.



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