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Natale con Ikoné, Befana con Piatek. Necessità e voglia di riscatto, per il polacco, Pradé e per la Fiorentina

La Fiorentina colma in pochi giorni due lacune con gli innesti di Ikoné e Piatek. Voglia di riscatto per Pradé, la società viola e per il polacco stesso

Pronti, attenti, via! Il ‘non ci faremo trovare impreparati’, stavolta, non è rimasta una frase di rito, che spesso si è anche ritorta contro chi l’aveva proferita, viste le ricorrenti recenti difficoltà di muoversi sul mercato.

TEMPISMO. Ancor prima che aprisse il calciomercato, infatti, la Fiorentina aveva già chiuso per Ikoné, colmando la lacuna dell’esterno offensivo che serviva a Italiano. Dopo il ‘regalo’ di Natale, ecco quello per laBefana: con Piatek la squadra mercato viola colma anche la falla del vice-Vlahovic.

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Il tutto, caos Covid-19 a parte, praticamente al 6 di gennaio. Un tempismo che merita applausi, dopo le tante critiche (lecite, o meno, a seconda di come la si pensi) mosse. RISCATTO. Il polacco arriverà in prestito con diritto di riscatto, dove la parola chiave è proprio l’ultima.

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Sia per lo stesso attaccante, che dopo aver impressionato tutti nei primi mesi al Genoa e al Milan si è perso, sia per chi lo ha portato a Firenze, da intendere come Fiorentina tutta, ma anche nella figura del direttore sportivo Daniele Pradé.

Le difficoltà operative evidenziate nelle sessioni di mercato del biennio scorso, ad oggi, sembrano un lontano ricordo. PALLINI DI PRADE’. Piatek, infatti, è da tempo un calciatore seguito dal dirigente romano, che già quando dopo i primi mesi all’Hertha aveva provato a riportarlo in Italia, così come aveva fatto per Torreira, che alla fine è riuscito a portare in viola.

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Un ruolo importante, se non decisivo, nella scelta di Ikoné lo ha avuto proprio Pradè, tra i principali artefici anche dell’arrivo di Italiano, come sottolineato dallo stesso Commisso nell’ultima intervista rilasciata dal patron viola.

PASSI IN AVANTI. Dopo il flop Kokorin, con l’innesto di Piatek la Fiorentina fa indubbiamente un passo in avanti. Se poi il polacco dovesse tornare ai suoi livelli, la casella del vice-Vlahovic potrebbe trasformarsi in quella del post-Vlahovic.

Non solo per ricoprire il ruolo di attaccante titolare della Fiorentina, ma anche per mettere un po’ di sano pepe al serbo stesso, che fin qui non ha mai avuto un’alternativa credibilepotendo, di conseguenza, assieme al suo entourage tirare per la giacchetta la società viola sul tema rinnovo.

Sarà un caso che l’acquisto di Piatek arrivi giusto giusto poche ore dopo la sfuriata di Barone (l'ennesima) sul numero nove viola? BRAVI. Certo Julian Alvarez sarebbe stato tutt'altra cosa. Ma il 'non vogliamo essere ostaggi di questa situazione', proferito da Barone sul tema Vlahovic, non è un concetto da ignorare.

Senza soldi sonanti e, soprattutto, senza sapere cosa accadrà sul futuro del serbo, la Fiorentina non può permettersi di fare un altro investimento oneroso come sarebbe quello legato all'argentino. Ma non è  detto che non provi a fare ulteriori passi in avanti per arrivare ad un vero e proprio crack com'è l'attaccante del River.

Servirebbero, però, una serie di incastri. Su tutti il sapere o meno se la volontà del serbo e del suo entourage è quella di andar via a parametro. Intanto, alla Fiorentina va dato il merito di essersi saputa muovere in anticipo (e bene) con la coppia Ikoné-Piatek.


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