×

Mercato chiuso senza botti, tutte da scoprire le scorie che il caso Amrabat lascerà a Firenze. E stasera c'è Fiorentina-Torino, sfida cruciale per salvare la stagione

Tanto è successo nella giornata di ieri in chiave mercato, tanto del futuro della stagione della Fiorentina passa dalla partita di stasera

Si è chiuso il calciomercato invernale. Un mercato che non ha riservato enormi scossoni per la Fiorentina, che però ha tremato nelle ultime 24 ore diventate a sorpresa degne di attenzione. Partiamo però con gli acquisti. Lo scambio di portieri Sirigu-Gollini, viste le prestazioni horror dell’ex Atalanta, vede sulla carta un miglioramento.

sponsored

Un portiere con la carriera di Sirigu è in grado di impensierire Terracciano per il posto da titolare. Ma non sarà affatto facile. Il Brekalo visto a Torino l’anno scorso è senz’altro un buon giocatore, che va ad aggiungersi a un reparto esterni particolarmente folto in vista del tour de force che attende la Fiorentina.

sponsored

Un reparto spesso in difficoltà numerica per gli infortuni di Gonzalez e Sottil, che ora però ha recuperato l’argentino. Il nodo è legato alla condizione del neo acquisto croato: non gioca una partita dal 1’ dal 19 settembre, dunque difficilmente sarà subito pronto.

Ci si augura possa sorprendere fin da subito, l’impressione è che, appunto, si sia portato a casa un buon giocatore, simile ad alcuni già in rosa in quella posizione, che aiuterà ma non sposterà. Discorso simile lo si può fare per Sabiri, che però arriverà a giugno in un'operazione poco onerosa per le casse viola.

sponsored

Il marocchino è principalmente una mezzala di qualità/trequartista che nella scorsa stagione ha mostrato sprazzi ditalento (in questa molto meno), con colpi notevoli alternati a troppe prestazioni anonime. La discontinuità è il suo cruccio, insomma.

Inoltre, in rosa a Fiorentina ha diversi calciatori simili in quel ruolo che nella prossima stagione dovrebbero continuare a vestire la maglia viola: da Castrovilli a Bonaventura, fino al neo acquistato (a prezzo di saldo) Barak.

Non da escludere che possa trovare spazio anche sugli esterni. Ricapitolando, e guardando a chi è già arrivato, la Fiorentina ha acquistato un giocatore come Brekalo che potrà rivelarsi utile, anche per i gol che ha nelle gambe, ma si ha l’impressione che le criticità più evidenti della rosa non siano state risolte.

I centravanti restano Jovic e Cabral, che fin qui hanno deluso non poco. A centrocampo, soprattutto in caso di permanenza al 4-2-3-1, si nota inoltre la mancanza di un mediano di qualità che possa prendere i compiti di regia.

Quello che doveva essere Mandragora, che finora però ha fatto decisamente troppo poco. In entrambi i casi, è probabile che i dirigenti viola non se la siano sentita di virare su profili nuovi e ‘scaricare’ chi è arrivato a gennaio scorso o addirittura a giugno, ammettendo di fatto di aver fallito.

Infine, come difensori centrali restano i tre di ruolo più Ranieri: che la discreta prova con la Lazio abbia convinto i dirigenti che non serviva altro? Magari avranno ragione loro, magari quelli che finora sono stati fallimenti si riscatteranno in questa seconda fase della stagione.

Guardando all’oggi, queste decisioni lasciano diversi dubbi. Un breve commento alle cessioni: gli addii di Zurkowski, Maleh e Benassi (oltre al già citato Gollini) liberano spazio in un reparto in cui si era in troppi. È rientrato Castrovilli e Bianco troverà certamente ancora spazio: la decisione della Fiorentina è chiara nel voler puntare su di loro.

Ma ora occupiamoci dell’elefante nella stanza: Sofyan Amrabat. Le tempistiche dell’offerta del Barcellona hanno senz’altro irritato la Fiorentina. Giustamente, si può aggiungere. Ma non è soltanto una questione di tempistiche: il tipo di offerta, prestito oneroso a 4 milioni con diritto di riscatto a 36, avrebbe implicato che i viola non sarebbero neanche stati certi di incassare una cifra monstre dalla cessione di uno dei giocatori più importanti della rosa.

Il tutto nelle ultime ore del mercato di riparazione. Il no secco della Fiorentina è dunque comprensibile, ma ora che succederà? Amrabat ha fatto di tutto per cercare di andare a Barcellona, con tanto di mancato allenamento e assenza nella lista dei convocati per il Torino. Si può comprendere il desiderio e l’ambizione di un giocatore di fronte alla possibilità di andare in una delle più grandi squadre al mondo, meno l’atteggiamento poco professionale mostrato ieri.

Ci riferiamo anche alla storia su Instagram nella quale, neanche troppo velatamente, affermava pubblicamente di voler cogliere l’attimo, vedendo in quella del Barcellona l’offerta che ti capita una volta nella vita. Una scelta pessima dal punto di vista comunicativo, visto che si è inimicato una tifoseria che in questa stagione gli aveva dimostrato tanto affetto.

Il silenzio in certi casi è sacro. L’Amrabat che resta a Firenze è un giocatore doppiamente da recuperare. Perché attualmente scontento di dove si trova e perché quasi certamente da ora in poi si troverà di fronte un ambiente ostile.

Una grana in più per Italiano, l’ennesima difficoltà supplementare di una stagione fin qui davvero complicata.

Stasera però ci sarebbe una partita

Sarebbe anche una delle più importanti (se non la più importante fin qui) della stagione. A pochi giorni di distanza, la Fiorentina al Franchi ospita nuovamente il Torino di Juric, stavolta però in palio ci sono le semifinali di Coppa Italia.

Un bottino che fa tantissima gola a entrambe le squadre. Anzi, se possibile i granata sono ancor più motivati, dato che non giocano coppe europee e negli ultimi anni non hanno avuto molte possibilità di portarsi così avanti nella competizione.

È lapalissiano affermare che la Fiorentina dovrà affrontare la gara in maniera totalmente diversa rispetto a quanto visto dieci giorni fa. Un primo tempo come quello del 31 gennaio non è accettabile se si vuole superare il turno.

Non sarà sufficiente neanche una ripresa un filo più intraprendente, ma con ritmi bassissimi e pochissime occasioni (se non negli ultimi minuti). Juric sa come mettere in difficoltà Italiano, l’allenatore gigliato ha il ‘vantaggio’ di aver perso di recente l’ultima partita a scacchi con il tecnico serbo, avendo fresco il ricordo degli errori commessi da lui e dalla sua squadra.

Bisognerà imparare dai propri errori, insomma. Affidandosi a un ritrovato Gonzalez e con un Amrabat in meno – ma 10 giorni fa il marocchino disputò una delle sue peggiori partite in stagione –. Sarà interessante capire se Italiano tornerà al 4-2-3-1 o insisterà con il 4-3-3 rivisto con la Lazio.

Di certo, della sfida con l’Olimpico i viola devono replicare l’atteggiamento e l’intensità. La Coppa Italia resta sempre la strada meno impervia che porta a un trofeo e all’Europa. Le motivazioni devono essere quelle da super big match.

Di quelli che la Fiorentina poche volte ha sbagliato nella gestione Italiano, quantomeno sotto l’aspetto della prestazione. Una fetta della stagione dei viola passa dal risultato della sfida di stasera.


Lascia un commento