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Letsch a VI.IT: “Igor? Timido e con un cuore grande, ma i suoi compagni non volevano affrontarlo”

Le dichiarazioni dell’attuale allenatore del Vitesse sul difensore brasiliano

Contro la Juventus è stato il migliore in campo. Come Bremer, Casale e de Ligt, anche Igor Julio si è iscritto all’albo di coloro che hanno fermato Vlahovic. Alla quinta da titolare nelle ultime cinque tra Serie A e Coppa Italia, il brasiliano sta vivendo probabilmente il suo miglior momento da quando è a Firenze.

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Per conoscerlo meglio, LaViola.it ha contattato in esclusiva Thomas Letsch, attuale allenatore del Vitesse che ha allenato l’ex SPAL prima al Liefering nella sua rima esperienza europea e poi all’Austria Vienna:Che impressione le fece Igor la prima volta che lo vide in allenamento?

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“La prima volta che l'ho visto a Salisburgo è stato al momento del suo arrivo direttamente dal Brasile. Non capiva nessuna parola in tedesco, ma in campo era forte, si vedeva dal primo momento. Nessuno voleva giocare contro di lui, perché tutti sapevano che poteva fare male.

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La prima cosa che ho pensato vedendolo è che le sue condizioni fisiche fossero perfette per un difensore centrale e che non fosse il ‘tipico brasiliano’". Cosa l’aveva impressionata di Igor e in cosa doveva migliorare? “La forza fisica, ma soprattutto la sua velocità e il suo modo di andare a duello mi avevano impressionato per l’età.

All'inizio non era regolare nelle sue prestazioni, cosa normale per un giovane, così ci sono state alcune partite in cui ha commesso degli errori: soprattutto per un difensore centrale questo si traduce spesso in un gol subito.

Ma l'unica possibilità di migliorare e crescere è giocare, e io ero convinto che sarebbe cresciuto, avevo fiducia in lui. La sua abilità con il destro era un altro aspetto che doveva migliorare per essere più flessibile in fase di costruzione.

Inoltre, la sua mentalità è la sua arma migliore: è un vero lavoratore durante la sessione di allenamento, ma anche in palestra”. Fuori dal campo, che ragazzo ha conosciuto e com'è il vostro rapporto? “Un ragazzo timido che sembra essere sempre arrabbiato, ma con un grande cuore.

Continuo a seguirlo, ma ad essere sincero non ho visto molte sue partite. L'ultima volta che l’ho sentito è stato quando ha lasciato l'Austria per andare in Italia. Ero in contatto con il suo agente, ma naturalmente cerco di rimanere informato sulla sua carriera”.


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