L'anno di Rocco: il 2022 come possibile svolta per la presidenza Commisso
Il 2022 può essere l'anno della consacrazione per il presidente della Fiorentina: dal rilancio sul piano sportivo all'inaugurazione del Viola Park, fino alle battaglie sul sistema calcio
Due anni e mezzo di proprietà Commisso sono ormai alle spalle. Anni di alti e bassi, con risultati sportivi al di sotto delle aspettative prima di questa stagione, soddisfazioni e delusioni sul fronte infrastrutture, tanti sorrisi e diverse polemiche, da suddividersi tra stampa, élite del calcio e procuratori.
Negli ultimi mesi la proprietà americana sembra però aver svoltato e ovviamente la marcia in più non può che essere arrivata dal campo. Il 2022 per la presidenza Commisso si prospetta dunque come un anno di svolta, sotto tutti i punti di vista.
IL LATO SPORTIVO. La voglia di investire non è mai mancata, ma tanti peccati di inesperienza si erano susseguiti nell'esperienza fiorentina del magnate americano. Soprattutto dal punto di vista della selezione dell'allenatore.
La scelta di riconfermare Montella, quella di puntare su Iachini per il 2020-21 (scelta che però Commisso continua a rivendicare), l'all-in su Gattuso in estate. Tutte decisioni che non hanno portato ai risultati sperati. Fino all'arrivo di Italiano, finalmente l'allenatore giusto al momento giusto, che è riuscito anche a rivalutare alcune operazioni di mercato che fino a qualche mese fa parevano clamorosi flop.
La Fiorentina si è così proiettata in una nuova dimensione, quella che per storia le appartiene. In minor tempo rispetto a quanto era stato messo in preventivo. Sotto questo punto di vista, Commisso può dirsi più che soddisfatto e le prospettive per il 2022 restano più che positive.
Finalmente gli investimenti degli ultimi anno cominciano a dare i propri frutti. Ci sarà da lottare per andare in Europa, obiettivo mai dichiarato da Rocco ma al quale è impossibile non pensare, vista la posizione di classifica dei viola.
Poi arriverà il mercato estivo e la società dovrà farsi trovare pronta. Certo, a giugno la Fiorentina perderà Vlahovic, ma anche a un anno dalla scadenza del suo contratto il club incasserà non poco dalla sua cessione. Soldi freschi da reinvestire in un mercato che già si preannuncia interessante, visto anche il contemporaneo arrivo dei soldi della cessione di Chiesa.
L'ipotesi di un clamoroso mancato riscatto da parte della Juventus appare assai remota: anche se le famose tre clausole per trasformare il diritto in obbligo di riscatto non si verificassero, sarebbe un suicidio per i bianconeri non trattenere uno dei pochi acquisti azzeccati e di prospettiva degli ultimi anni.
STADIO E CENTRO SPORTIVO. Sul lato infrastrutture, il 2022 sarà l'anno in cui verrà alla luce il Viola Park. La nuova casa della Fiorentina sarà il fiore all'occhiello della gestione Commisso, che ha ricevuto elogi unanimi dal mondo del calcio e della politica.
Rocco ha dimostrato che investire nel nostro paese in grandi opere si può ancora fare. Sarà un anno importante anche per capire le mosse della Fiorentina sul fronte stadio. A marzo si conoscerà il progetto vincente del concorso pubblico per il restyling del Franchi.
Dopo mesi di gelo, i rapporti tra politica locale e proprietà sono stati riallacciati, con Commisso che attende di conoscere il progetto definitivo per capire l'entità dell'aumento dei costi della convenzione. Inoltre, Nardella vorrebbe che Rocco investisse nelle strutture commerciali che nasceranno, ma il magnate americano si è fin qui mostrato molto diffidente e entrerà nel discorso solo se se sarà un investimento davvero vantaggioso per la società.
CAMBIARE IL CALCIO. Infine, sarà un anno decisivo per le storiche battaglie del presidente. Quella contro le regole disomogenee del calcio, illustrate in una battaglia che coinvolge (semplificando enormemente) una regolamentazione delle commissioni ai procuratori – dopo le esperienze scottanti con Mendes e Ristic – e un controllo più severo sulle spese dei club.
Questo è senza dubbio l'aspetto più in salita tra i buoni propositi del 2022: c'è il rischio di rimanere isolati, quando la Fiorentina avrebbe invece bisogno di alleati in una battaglia molto difficile. Siamo però certi che Commisso non si arrenderà facilmente.
In questi dodici mesi è molto probabile che capiremo se le proteste di Rocco hanno fatto breccia anche solo in parte sulla Fifa: Infantino ha in cantiere delle riforme strutturali per l'anno nuovo, vedremo se riguarderanno solo i campionati (Mondiali ogni due anni?) oppure si tenterà di regolamentare le storture del mercato.



Lascia un commento