L'angolo di Catto - Perché essere contenti, nel caso, dell'arrivo di Jovic
Nel secondo appuntamento della sua nuova rubrica su LaViola.it, il popolare youtuber Alessandro Catto ci spiega perché, secondo lui, Jovic sarà un grande colpo
In queste ore il tifo fiorentino sta scatenandosi sui social riguardo l’arrivo di Luka Jovic dal Real Madrid, soprattutto sulle modalità di arrivo del serbo a Firenze. Ammetto di essere stato sorpreso dalla scarsa gioia che sta accompagnando un colpo che ritengo sorprendente, sia per le reazioni di una piazza tradizionalmente calda nei confronti di simili operazioni, sia per il percepito della stampa, che giurerei molto più coinvolta laddove una simile trattativa fosse stata condotta da una Juventus di Arrivabene o da una Roma di Mourinho.
Ritengo invece questa operazione un colpo da novanta per diverse questioni, le cui principali cerco di riassumere.
1)Jovic è forte. Stiamo parlando di uno dei giocatori più impressionanti del calcio europeo degli ultimi anni, pagato 67 milioni di euro dal Real Madrid un paio di stagioni fa, protagonista di un Eintracht del quale era la stella polare con giocatori del calibro di Rebic, Haller, Kostic, Gacinovic e N’Dicka, un nazionale serbo con esperienza europea, prima riserva di Benzema al Real e fino a pochi mesi fa accostato a diverse grandi d’Italia.
Non stiamo parlando di una delle cariatidi che inspiegabilmente vediamo causare fomenti a diverse parti di tifo quali i Suarez o i Cavani, ma di un ventiquattrenne che ha tutto il tempo e l’occasione, in una piazza come la nostra e in un campionato mediocre come la Serie A, di farsi condire l’erba del campo dalla mamma e mangiarsela, usando Ciccio Graziani, rilanciandosi ai livelli di un biennio fa nell’interesse di tutti, nostro in primis.
2) Basta con i timori e le retoriche. Non inizieremo la stagione con l’interrogativo su quale sarà la nostra punta titolare o con dubbi inerenti la forma di Cabral e la sua confidenza col gol, cosa che mi preoccupava non poco contando la sicurezza dei centravanti delle rivali e le timidezze mostrate nei primi mesi dall’avanti carioca, il cui arrivo a gennaio fu, al contrario di quello di Jovic, pregno di aspettative, speranze e volani, accompagnati però da soli due gol in quattro mesi e diverse prestazioni opache.
La società sta dimostrando di non voler rischiare in un profilo fondamentale come quello della punta e già questa è una ottima e non scontata notizia. Nel frattempo Cabral avrà l’occasione in tre competizioni di dimostrarci se trattasi della canonica carne o pesce, senza mettere una (ingiusta) ipoteca sulle potenzialità offensive della Fiorentina in caso di nuove difficoltà.
3) La formula ha un valore relativo. L’eventuale arrivo in prestito secco sarebbe una eccezione nel ruolo, dopo anni nei quali il nostro centravanti è sempre stato un giocatore di proprietà, ma una eccezione di qualità che eventualmente potrebbe spostare di solo un anno la ricerca di un centravanti giovane, da acquistare magari coi fondi di una Viola capace di entrare in Europa dalle porte principali, mentre nel frattempo nuovi prospetti emergerebbero nel mercato, lasciando spazio ad un accordo nel caso in cui il giocatore volesse rimanere a Firenze; i gol e i punti portati non tornerebbero a Madrid, ma resterebbero da noi.
Un prestito con diritto a costi accessibili sarebbe assimilabile ad un piccolo capolavoro, un prestito con obbligo a cifre attorno ai 25 milioni, magari con la possibilità di usufruire del Decreto Crescita sullo stipendio, ad un investimento importante ma condivisibile per quanto detto prima.
Unici dubbi riguarderebbero un difficile acquisto a titolo definitivo subito, che tra stipendio e cartellino rischierebbe di ingolfare questa finestra di mercato, ma si tratterebbe di dubbi inerenti la prosecuzione nelle altre operazioni, non il valore del giocatore, sul quale la società si sarà mossa conscia di qualità che, una volta appurate, non dovrebbero spingere alla paura di un flop, rischio che comunque, dal punto di vista sportivo, esisterebbe anche con un prestito secco.
Abbiamo poi visto che anche l’esistenza di un diritto, come nel caso Torreira, non corrisponde ad un automatico riscatto nemmeno per motivi di plusvalenza o di capitalizzazione, così come la volontà del giocatore avrebbe un peso fondamentale indipendentemente dalle burocrazie contrattuali, leggasi caso Odriozola.
4) Due parole sulle perplessità. Capisco maggiormente le perplessità sulla conseguentemente mancata opportunità Pinamonti, specialmente considerando costo, affaire Milenkovic e la qualità del centravanti nerazzurro, ma riassumerei la questione dicendo che con Jovic cadremmo in piedi.
Capisco anche le perplessità tattiche inerenti il non essere Luka un centravanti tradizionale, ma stiamo parlando di un giocatore le cui qualità, se recuperate, possono prescindere dagli schemi e la cui personalità e inventiva negli ultimi 30 metri potrebbe essere tremendamente utile anche per i colleghi di reparto, il tutto accompagnato da una fisicità non indifferente e nel quadro di un feeling con i giocatori balcanici che Firenze, specie negli ultimi 20 anni, ha non poco dimostrato.
5) Ottimo ritorno in termini di attrattività. Avremmo tutti i benefici di uno dei pochi grandi colpi effettuabili da piazze come la nostra, ma senza cadere in errori da figurine e, per i motivi sopra esposti, coniugando sostenibilità, qualità, necessaria esperienza in vista della prossima competizione e un grande risalto in termini di immagine e attrattività per la nostra piazza, nonché di esposizione mediatica internazionale e marketing.
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