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L'angolo di Catto - Cosa mi è piaciuto e cosa no del calciomercato viola

All'indomani della deadline finale, Alessandro Catto valuta il mercato della Fiorentina

Mi concederete di farvi da sommelier e dirvi che il calciomercato della Fiorentina mi lascia sapori ottimi e retrogusti discutibili, note piacevoli in sorsi non proprio semplici da deglutire. Un qualcosa di scosceso, usando certa geografia toscana, così al posto di seguire una narrazione lineare vi darò le mie impressioni seguendo questo saliscendi e rendendo pan per focaccia.

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Mi darete del folle ma mi piace la conferma di Ranieri. Quando si punta su un giovane la mia reazione è positiva, a patto che la permanenza sia convinta e che il ragazzo possa avere le sue occasioni. Certo, passare dalla suggestione Faes a Ranieri sembra un azzardo, azzardo impreventivato ma che tutto sommato apprezzo e servito freddo all'ultimo, come un dessert dopo un pasto complesso.

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La conferma di Zurkowski è una scelta insperata che sogno sia stata voluta e sia ben accetta dal tecnico. Nel caso apprezzerei anche, forse sadicamente, gli fosse stata imposta. Anche perché non siamo il Real dei Galacticos e dobbiamo valorizzare i nostri talenti, con preghiera di vedere il giocatore impiegato.

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Ho vissuto come un paradosso l'estate passata a parlare di un Bajrami non superiore al polacco e nemmeno regista.

In tal proposito, non mi piace il centrocampo e non mi piace la gestione di Torreira. Dopo tanto cercare era doveroso confermarlo, specie se le alternative si chiamano Amrabat (grandissimo mediano, ma regista spartano) o Mandragora.

Se il dissidio è nato dalle incomprensioni sul rinnovo, stante la loro entità si doveva far di tutto per risolverle, perché la perdita è importante.

Le mezzali sono tante ma risaltanti solo tre, Castrovilli infortunato, Barak e Zurkowski.

Bonaventura buon legante, ma inizia a scontare lentezza e peso dell'età, specie giocando ogni tre giorni. Le altre mi convincono a vario titolo meno, a cominciare da Maleh, che sembra il prototipo del centrocampista italianiano, un giocatore che fa tutto sì, ma per ora quasi niente in modo definito, costretto ad un dinamismo fine a sé stesso.

È stata anche l'estate di Milenkovic. Ottimo il rinnovo, un po' meno la retorica della scelta di cuore, che sarebbe potuta arrivare tranquillamente pochi giorni dopo il rinnovo di Italiano o ancor meglio l'anno scorso. Ma il calcio è fatto anche di narrazioni, sebbene restino evitabili quelle di certi tifosi sul farlo capitano dopo il prolungamento, quasi a mo' di bambinesca merce di scambio, nell'incapacità di razionalizzare l'importanza di Biraghi per mister, spogliatoio e manovra di gioco.

A tal proposito ho apprezzato le nette parole di Barone nel ribadire Cristiano capitano, a rafforzo di quelle dello stesso Nikola. Mi sono piaciute anche le parole di Joe su Terzic ad inizio ritiro, si riparta da quelle e da una annata che può valorizzare il nazionale serbo.

Mi piace molto Dodô a patto che giochi il più possibile, sia per le qualità già intraviste contro il Napoli, sia perché l'alternativa ad oggi non pare fornire particolari garanzie e qui si poteva agire diversamente se il ballotaggio dovesse essere così aperto.

Mi piace moltissimo Barak, un innesto di spessore per il centrocampo, specie se Italiano eviterà di fargli fare il regista in assenza di regista come visto a Udine, ma se lo userà come contro il Napoli, un po' alla Milinkovic-Savic de noantri.

Uomo di qualità, numeri, personalità e fisicità.

Mi piace anche Jovic. Mentalizzato a dovere e ben servito, può tornare il giocatore ammirato a Francoforte, perché tecnica e controllo palla non si discutono. Mi piace il fatto di aver comunque investito su un centravanti dopo aver speso tanti soldi per Cabral, ad oggi purtroppo una spesa grossa quanto il punto di domanda tecnico che pare portarsi appresso.

Gli esterni mi piacciono ed è giusto confermarli stante gli investimenti. Vedo grande qualità in Sottil, potenzialmente anche in uno spaesato Ikoné e spero di vederla risaltante in Nico Gonzalez, dal quale mi attendo pesante dimostrazione rispetto alla cifra spesa.

Sul Saponara delle ultime gare meglio soprassiedere ma il rinnovo era meritato. Kouame non mi ha mai entusiasmato ma ha l'occasione per farmi cambiare idea. Ci sia spazio soprattutto per Ricky jr, Jonathan e Nico, magari non riducendoli ad intercapedini tattiche per i terzini ma accentrandone la zona di operazioni.

Pensavo mi piacesse l'acquisto di Gollini, ma non mi piace il non sapere prima di ogni partita chi sarà il titolare tra i due portieri, cosa che forse non piace nemmeno ai protagonisti.

Mi piace il calciomercato della Fiorentina?

Sì, ma ho preferito quello della scorsa estate. Più lineare nella costruzione e negli esiti. Costruzione che sarà la parola chiave di questa squadra, perché da questa derivano i maggiori problemi, con un centrocampo che fa fatica ad impostare contro le piccole, esterni che perdono tempi di gioco, incapacità di saltare l'uomo e andare al tiro con coraggio.

Anche per questo buon lavoro ad Italiano. Qualche strumento per divertirsi c'è, la sufficienza per me è garantita, un 6+ moderato dal buco nella regia, senza il quale potevamo tranquillamente dirigerci verso un 8. Si poteva fare peggio, si poteva fare meglio, le romane sulla carta partono avanti, l'Atalanta una rivale diversa ma al nostro pari.

Al mister il compito di stupire ancora una volta, magari non con i turnover e le scelte di formazione ma, come lo scorso anno, con il buonissimo risultato finale.


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