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L'analisi di Foco - Jovic è un centravanti

Foco spiega perché Jovic è un centravanti, e quindi è inutile pensare per lui una collocazione in ruoli differenti da quello che occupa attualmente

Il ritorno al gol di Jovic ha suscitato, almeno nei titoli delle varie testate giornalistiche, un entusiasmo direttamente proporzionale alla durezza delle critiche che il ragazzo si è visto piovere addosso in questi mesi. Il gol agli Hearts ha magicamente influito sulla sua valutazione, facendolo passare da acquisto sbagliato a possibile chiave per qualsiasi cambiamento tattico.

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C’è, infatti, chi lo vedrebbe bene trequartista dietro la punta. Oppure chi lo vorrebbe in linea con un altro centravanti e chi, addirittura, gli ritaglia una posizione da esterno d’attacco. Ma, quindi, qual è il ruolo di Luka Jovic?

E da non saper far niente, adesso può fare tutto?

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Italiano ha detto subito che per lui Jovic è un centravanti e io sono molto d’accordo. Sono d’accordo perché le sue qualità sono strettamente legate al compito principale di ogni centravanti: il gol.

E se andiamo a carteggiare dalla ruggine degli ultimi anni la sua carriera, possiamo capirlo bene. Un ragazzo che, ad un certo punto, supera il record di rapporto reti/minuti giocati che fu di Gerd Müller, non può che essere un centravanti.

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Il problema è che, da centravanti alla Müller, Jovic porta avanti anche una certa interpretazione del ruolo, risultando un attaccante letale quanto fuori tempo nel calcio odierno, fatto da contesti tattici molto strutturati e più associativi.

Proprio da questo probabilmente sono derivate anche le sue difficoltà tattiche al Real, dove anche un mostro dal punto di vista realizzativo come Benzema è chiamato ad immergersi nel vivo del gioco. Jovic è un attaccante con qualità enormi ma ancora molto specifiche e questo fa sì che il contesto in cui si muove può esaltarlo o cancellarlo.

La sua esplosione a Francoforte è stata molto legata al contesto tattico e in particolare alla presenza chiave di Haller. Il francese, infatti, ha accettato di lasciare il suo posto al centro dell’attacco per uscire a cucire centrocampo e attacco e liberare così l’area per il serbo, alleggerito da compiti e pressione avversaria.

E Luka è diventato una sentenza in area di rigore, avendo la possibilità di dare pieno sfogo alle sue caratteristiche migliori: istinto, coordinazione e tecnica nella finalizzazione.

Jovic e la Fiorentina si sono scelti con la speranza di guarirsi a vicenda ma domandandosi, sempre a vicenda, anche le responsabilità di questa guarigione.

La Fiorentina ha pensato che bastasse il suo istinto killer a risolvere quei problemi di finalizzazione che si portava dietro dall’addio a Vlahovic, mentre il serbo ha creduto che cambiare semplicemente contesto potesse farlo tornare quello della sua prima esperienza tedesca.

Uno stato di forma precario del ragazzo e la dimensione della squadra, che non può permettersi di stravolgere un’impostazione di gioco consolidata per un solo giocatore, hanno influito in questi mesi, creando dubbi sulla bontà di questo matrimonio.

Matrimonio che per essere felice necessita di una comprensione reciproca tra Jovic e la Fiorentina. Italiano deve cercare includere le reali qualità di Jovic nel contesto tattico e Luka deve saper abbandonare la sua attitudine a vedere solo l’area di rigore come unica sua zona d’interesse.

Ma Jovic è un centravanti e, per me, solo da centravanti può avere risultati. Una posizione da trequartista, infatti, gli richiederebbe di accentuare quei compiti in cui già da centravanti mostra difficoltà. Tipo la pressione e la copertura in non possesso e lo svariare sugli esterni.

La Fiorentina per andargli incontro deve aumentare il ritmo delle sue azioni offensive, magari sfruttando la sua capacità di dialogare rapidamente per poi buttarsi dentro, permettendo al suo centravanti di aggredire l’area senza palla, mentre Jovic deve accettare, in alcuni fasi della partita, un rapporto più fisico con la difesa avversaria.

La partita di Edimburgo non ha mostrato miracoli ma ha fatto intravedere che c’è da parte di giocatore e impostazione tattica la voglia di venirsi incontro. E questo è bastato almeno per non vedere Jovic fuori dalla partita. Se il processo di avvicinamento saprà continuare, Jovic e la Fiorentina guariranno insieme.

Per la gioia di tutto il mondo viola.


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