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La Nazione - Kean e Spalletti, amici-nemici con due tabù da sfatare

Spalletti lo ha voluto in nazionale, Kean non gli ha mi segnato contro. E la Fiorentina deve ancora vincere 

Come riportato da La Nazione, oltre ad Allegri e Palladino, c'è un altro allenatore che ha contribuito a cambiare il recente destino di Moise Kean: Luciano Spalletti. Ovvero la persona che, sabato, se lo ritroverà di fronte come avversario per la prima volta dopo un anno e mezzo di lavoro condiviso in Nazionale. Una trama quasi ironica: l'allenatore che lo ha rimesso al centro del progetto azzurro - lasciando in dote al neo ct Gattuso un cannoniere di razza - dovrà adesso provare a disinnescare il potenziale di quell'attaccante che, in parte, ha contribuito a ricostruire. Perché Kean, oggi a caccia di conferme a Firenze dopo un'annata da 25 gol stagionali, non sarebbe certo lo stesso senza l'attuale tecnico della Juventus. 

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È stato infatti Spalletti a richiamarlo in azzurro dopo 734 giorni di assenza (provandolo anche da esterno) ed è stato sempre lui a incoraggiare il classe 2000 a sposare il progetto della Fiorentina, quando due estati fa il club viola bussò alla sua porta. Sotto la gestione Spalletti, in Nazionale, i numeri hanno parlato chiaro: cinque convocazioni, tre gol e 423' di impatto forte sul campo. La scintilla scoccò immediatamente - a Malta, il 14 ottobre 2023, Kean mise a referto due assist nella prima partita col nuovo ct - e si alimentò fino all'ultima presenza sotto Spalletti: una doppietta in 20' a Dortmund in Nations League alla Germania.  C'è poi un dato che rende la storia ancora più avvincente: Kean non ha mai segnato a una squadra allenata da Spalletti e la Fiorentina non ha ancora vinto una partita in campionato. Due tabu paralleli, due questioni sospese. 

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