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La Nazione - Cecchi Gori: «I poteri forti mi buttarono giù. Firenze non mi difese»

Le parole dell'ex presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori sulla vicenda che coinvolse anche il club viola

Parla così l’ex presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori a La Nazione: «Eh sì, La Nazione. Il giornale della mia Firenze. Vorrebbe tornare? Non dico in balaustra come una volta, ma a dare una mano anche sì. Con Antognoni». 

Come si erano conosciuti i suoi genitori? 
«A un Fiorentina-Juventus. Erano entrambi tifosi. Ma quando abbiamo preso la società, nel 1990, il mio babbo ha iniziato a star male. Poi è morto. Proprio nell’anno della serie B». 

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Ve la vendette Pontello. 
«Venne qui a Roma. Il babbo gli disse ’Io più di dieci miliardi non te li do’. Lui insisteva per undici. Lo convinsi io, mio padre, a metterci il miliardo in più». 

Qualche volta si è risentito il coro al Franchi “Cecchi Gori alè alè“. 
«Firenze nel 2002 non capì. Loro ce l’avevamo con me e mi attaccarono proprio sulla Fiorentina. La città non mi difese». 

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Cosa intende per ’loro’? Lei ha sempre parlato di complotto...
«I poteri forti che mi volevano colpire. Mi hanno attaccato sul calcio e non sul cinema perché come fai con uno che ha vinto due Oscar?».

I ‘poteri forti’ in genere hanno un nome e un cognome
«Ormai ho le idee chiarissime, so chi mi ha buttato giù. Vedo la vita in retrospettiva: io davo fastidio perché ero troppo bravo. E i rami che toccavo purtroppo erano al centro di un’evoluzione. Cinema, calcio, politica: avevo conquistato i mercati. Ho dato fastidio. In Italia chi ha successo dà sempre fastidio. In America chi ha successo diventa un santo. Qui stai sul c...o a tutti e cercano di buttarti giù. Se sei corazzato per resistere ce la fai. E io ero un creativo. Ma non ero corazzato». 

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Suo padre le disse di non inimicarsi mai Berlusconi, è vero? 
«Eh, sì... A Berlusconi avevo proposto di fare una piattaforma insieme quando nessuno sapeva cosa fosse. Lui disse di sì, avevamo fatto l’accordo. Ma qualcuno poi ci ha messo la bocca, glielo dissi: ‘Tu puoi avere tanta gente vicina, ma la vuoi fedele, non leale. Ma la gente leale è più importante’». Ha ancora guai giudiziari? «L’Italia è il posto dove le cose non finiscono mai».


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