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La crescita dei singoli è la chiave del momento magico della Fiorentina

Italiano ha più volte evidenziato il peso che sta avendo la crescita individuale di tanti calciatori nell'ottimo stato di forma della Fiorentina

Sette vittorie consecutive, quattro di fila in Serie A, otto vittorie nelle ultime nove partite. Fiorentina ancora in corsa su tre fronti, in due dei quali ha la concreta possibilità di arrivare fino in fondo. Chi l’avrebbe detto poco più di un mese fa, alla vigilia della sfida di andata col Braga?

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Invece, la Fiorentina ha fatto ottime cose in Conference League e si è tirata fuori da una situazione di classifica che si stava facendo complicata nel miglior modo possibile: vincendole (quasi) tutte. Non c’è una sola ragione per spiegare questo momento magico.

Ci sono sicuramente i meriti di Italiano, che non ha mai rinunciato ai suoi principi, ha riattivato una squadra sull’orlo della depressione – che si sarebbe potuta tramutare in paura – e ha fatto qualche piccolo aggiustamento tattico.

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C'è la crescita di squadra e allenatore nel gestire le partite ravvicinate. C’è anche un fattore calendario, che da una parte ha visto i viola giocare costantemente ogni tre giorni, ma dall’altra ha presentato tutti avversari sulla carta abbordabili – con la magnifica eccezione del Milan, prima vittoria contro una squadra che precede la Fiorentina in classifica –.

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C'è consequenzialmente il crescente entusiasmo che solo le vittorie ti sanno dare. Entusiasmo che ti permette di vincere partite complicate e preparate pochissimo come Cremonese e Lecce, partite che probabilmente a settembre la Fiorentina non avrebbe portato a casa.

CRESCITA INDIVIDUALE. Più di ogni altro fattore, però, c’è la crescita dei singoli. Ne ha parlato più volte lo stesso Italiano, per evidenziare quale fosse stata la chiave di volta per tornare a fare risultato. Su tutti, la crescita di Cabral, che con sette gol nelle ultime nove partite ha messo una grande pezza sui cronici problemi offensivi della squadra e ha vinto definitivamente il ballottaggio con Jovic.

Dai suoi gol potrebbero passare le fortune della Fiorentina. Sulle fasce, Nico Gonzalez non è ancora al 100%, ma la sua condizione continua a crescere e le sue qualità sono imprescindibili. Basti pensare a quanto sia mancato ai viola nella prima metà di stagione.

A centrocampo, l’uomo che in NBA vincerebbe il Most Improved Player (giocatore più migliorato) è senza dubbio Mandragora. Dopo un inizio difficile, l’ex Torino nell’ultimo mese ha fatto un salto in avanti impressionante sotto l’aspetto della prestazione.

Non più solo compitino, ma anche sostanza e tanta a centrocampo. Con due gol e tre assist nella striscia vincente dei viola. Il tandem con Amrabat funziona molto bene, la sua posizione ibrida tra centrocampista centrale e mezzala è la novità tattica a cui Italiano non rinuncia mai.

A proposito del centrocampista marocchino, anche lui ha alzato i giri del motore negli ultimi 30 giorni. Sebbene Amrabat fosse stato uno dei migliori anche nella prima parte di stagione, al ritorno dal Mondiale, tra difficoltà psicofisiche e sirene di mercato, aveva mostrato un rendimento altalenante, con troppe pause.

Oggi abbiamo davanti il miglior Amrabat visto a Firenze, probabilmente il migliore della carriera. Anche Barak ha mostrato miglioramenti evidenti nelle ultime settimane. Tanto da guadagnare molto più credito nel ballottaggio con Bonaventura – dato che, come si diceva, al momento Italiano non può rinunciare alla coppia Amrabat-Mandragora in mezzo al campo –.

I gol pesanti contro Verona e Sivasspor, ma il ceco è in generale molto più all'interno dei meccanismi della squadra. Infine, in difesa l’uomo in più è Dodo. La crescita del brasiliano è una delle chiavi principali delle fortune della Fiorentina: il Dodo di oggi è un giocatore imprevedibile, dal motore sempre acceso.

Ma l’aspetto più rilevante è il suo costante coinvolgimento nelle trame di gioco: i compagni lo cercano spesso, lui da terzino si sposta al centro per creare disordine negli schemi avversari. Svolge al meglio anche il compito da terzino classico, arrivando sul fondo o cercando combinazioni con l’esterno alto.

Anche tra i centrali difensivi abbiamo visto un enorme passo avanti di Martinez Quarta, che aveva iniziato la stagione in maniera pessima e che in questo momento della stagione è il difensore più affidabile, e in parte anche Igor, che sta tornando sui livelli della scorsa stagione.

Tanto da mettere più volte in panchina Milenkovic, teoricamente l’unico titolare inamovibile del reparto che però non ha vissuto un periodo particolarmente brillante, anche sotto l’aspetto fisico. IN ATTESA. Oltre a chi è già cresciuto, ci sono quelli che sperano di essere in rampa di lancio.

Su tutti, Castrovilli e Sottil. Il primo viene usato con il contagocce visto il grave infortunio (e una ricaduta al polpaccio) che si è appena messo alle spalle, ma quando è sceso in campo ha fatto vedere ottime cose. Ed è tornato al gol con una perla contro il Sivasspor.

Sottil era stato il migliore dei viola nella primissima parte di stagione, salvo doversi fermare per un’ernia al disco che l’ha tenuto lontano dal rettangolo verde per più di cinque mesi. Tornato a giocare spezzoni di partita, Ricky sembra in buone condizioni fisiche, ma deve ritrovare la confidenza con il campo.

Si stanno rivedendo quei limiti che pareva stesse smussando, quella cronica incapacità di fare la scelta giusta negli ultimi metri che tutti conoscevamo nel Sottil delle passate stagioni. Nella prima parte del 2022-23 sembrava che questo difetto si stesse attenuando, ci auguriamo che ritrovando il ritmo partita si possano rivedere quei progressi.

GRANDI COSE. Ora la sosta per le nazionali, che è già un banco di prova: l'obiettivo è infatti cercare di non rompere il ritmo. D'altra parte, tuttavia, una pausa era necessaria: la Fiorentina ha concluso stremata il mini-ciclo a cavallo tra febbraio e marzo e sta per iniziarne uno ancora più duro, con 11 partite in 37 giorni.

Un ciclo in cui i viola saranno impegnati su tutti e tre i fronti: campionato, quarti di Conference League e semifinali di Coppa Italia. Mai nei tempi moderni come in questa stagione, la Fiorentina ha la possibilità di fare grandi cose.

Per riuscire a fare grandi cose, è fondamentale cercare di mantenersi sugli alti livelli delle ultime settimane.


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