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Inconcludenti e spreconi: cambia l’allenatore, non la Fiorentina. La crisi prosegue nell’indifferenza dei giocatori

Non era facile perdere anche contro il Mainz, specie da situazione di vantaggio, ma la Fiorentina riesce anche stavolta a “regalarsi” una sconfitta

Quarta sconfitta nelle ultime cinque partite. La Fiorentina cambia l’allenatore con Galloppa che nella sua prima e unica presenza in Prima Squadra decide di giocarsi la carta della continuità: e anche il risultato va nel solco della continuità con una sconfitta in rimonta anche contro una squadra impresentabile come il Mainz.

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La Fiorentina si conferma assolutamente incapace di rimanere in partita per 90 minuti. In difesa continuano a fare errori madornali con Pongracic che si conferma mina vagante con l’errore sempre in canna. Lo svarione sull’1-1 è incomprensibile.

Pablo Marì e Ranieri palesano in ogni momento i rispettivi, cronici, limiti. Il centrocampo è trasparente con Nicolussi Caviglia che si conferma turista in mezzo al campo. Sohm almeno ci prova e trova anche un gol che purtroppo non serve assolutamente a niente.

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E in attacco? Kean è completamente avulso dalla realtà, Piccoli gioca contro se stesso

Se in difesa la Fiorentina imbarca acqua in ogni modo davanti le cose non vanno meglio. Piccoli sbaglia qualsiasi cosa possa sbagliare. L’unica giocata utile della sua serata è l’assist a Sohm. Kean, l’attaccante titolare della Nazionale italiana, sembra vivere in un’altra dimensione: gioca da solo contro il mondo, non aiuta, non sa più dove sia la porta, non è per niente dentro la realtà della Fiorentina.

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O Kean capisce la gravità della situazione oppure è inutile sperare che possa essere lui a salvare la Fiorentina. Anche stasera è stato capace di sbagliare ogni occasione avuta e di non difendere neanche un pallone. Il re è nudo, si dice, perché adesso le responsabilità di questi giocatori sono palesi.

Una squadra di giocatori presuntuosi, egoisti e, soprattutto, sopravvalutati. O questi giocatori si danno una svegliata, oppure è inutile anche cambiare l’allenatore.

Ora tocca a Vanoli

In questo scenario assolutamente deprimente si aspetta l’arrivo di Paolo Vanoli. Allenatore certamente interessante ma senza giocatori anche lui potrà fare ben poco. O questa squadra comincia a ragionare, giocare e vivere da squadra, oppure è completamente inutile provare a sistemare le cose.

Questa squadra deve trovare la fame di ottenere ogni punto, di combattere su ogni pallone e di aiutarsi in campo. Tutte cose che ad oggi non si vedono. L’approccio della Fiorentina si conferma da ritiro estivo, e anche la voglia vista in campo.

Si spera in Vanoli ma siamo a raschiare il fondo del barile.


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