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GdS – Cobolli e l’impresa in Coppa Davis: «Bove sempre con me. Spero torni presto a giocare»

Il tennista azzurro dedica l’impresa in Coppa Davis a Edoardo Bove, a cui è da sempre molto legato

Si sofferma su Flavio Cobolli in Coppa Davis la Gazzetta Dello Sport. Ieri sera, il tennista azzurro ha mostrato a sé stesso e al mondo che sa essere un vero numero 1. Era toccato a lui prendersi la responsabilità sulle spalle dopo le rinunce di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. E Flavio, che della Nazionale è pazzo d’amore, ha risposto con responsabilità e impegno fino alla vittoria contro Bergs, una battaglia di nervi di oltre tre ore. Sette match point annullati al belga, Flavio che mette a segno il punto del trionfo alla settima chance. Un numero simbolico, da tatuarsi sulla pelle e sul cuore. Sette, secondo la numerologia, è simbolo di conoscenza, analisi e saggezza profonda. Il saggio Cobolli, burbero dal cuore tenero, ha tenuto in vita l’Italia con la calma dei saggi. E alla fine ha avuto un pensiero per le persone che ama, la famiglia, l’amico fraterno Edoardo Bove e il fratello Guglielmo, scoppiato in lacrime dopo la vittoria: «Dedico questa finale a mia mamma, a mio fratello che non smette di piangere e al mio amico Edoardo, che spero torni molto presto a giocare a calcio». 

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Edo era qui, come a Wimbledon. Nei momenti importanti non manca mai: quello che gli è successo (un anno fa ha subito un arresto cardiaco in Fiorentina-Inter e gli è stato applicato un defibrillatore sottocutaneo; ndr) l’ha cambiata? «Sono molto legato a Edoardo, e ciò che gli è capitato mi ha cambiato in qualche modo. Ho capito che non bisogna mai dare per scontata la fortuna di fare quello che si ama, di giocare partite come queste». Suo fratello piangeva abbracciato a Bove... «Lui è metà del mio cuore. Abbiamo quasi sei anni di differenza, ma andiamo molto d’accordo. Quando può, viene sempre a vedermi». Ora c’è da pensare alla finale, la prossima sfida. Tra Germania e Spagna c’è qualche preferenza? «No, non pensiamo a queste cose. Sono entrambe squadre molto forti ma adesso dobbiamo goderci questa bellissima giornata per qualche ora». Sarà la sua prima finale di Davis, come la giocherà? «Questa è la terza finale dell’Italia, noi pensiamo tutti insieme, come un gruppo. Ragioneremo un punto alla volta e io se sarò chiamato in causa cercherò di farmi trovare pronto. Dobbiamo inseguire il nostro sogno».

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