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Gazzetta – Tanto lavoro da fare per Palladino a Bergamo. Testa, difesa, fasce, attacco: domenica i viola

Duro ko a Napoli, ma con segnali nella ripresa. L'Atalanta mercoledì va a Francoforte per la Champions, poi la Fiorentina

I 90’ di Napoli, nella loro enorme differenza fra un tempo e l’altro, hanno dato a Palladino riscontri più utili rispetto a quelli avuti nei tre giorni scarsi di lavoro con la squadra al completo, per pianificare la risoluzione dei (tanti) problemi che oggi ha l’Atalanta. Sfociati in tre sconfitte di fila in campionato, culmine di una striscia da cinque punti nelle ultime otto partite, scrive La Gazzetta dello Sport.

TANTO LAVORO. La prima cosa che il tecnico ha capito è che ci sarà da lavorare molto anche a livello mentale: troppi tempi (spesso il primo) buttati, troppa intermittenza nell’impatto sulle gare, troppa fragilità poi sconfessata da reazioni come quella del secondo tempo di Napoli. Palladino ha detto una verità - «Molte squadre. dopo uno 0-3 così, avrebbero mollato» - ma resta da capire il “prima”: perché di fronte alle difficoltà riemergano timori o black out, sospetti retaggi delle difficoltà precedenti. E poi, una volta avuto il tempo necessario a conoscere meglio il pianeta dov’è atterrato e i suoi “abitanti”, il tecnico farà scelte molto decise, perfino radicali. Filosofiche e di uomini. C'è la necessità anche di rompere drasticamente con il passato: questa non è più, non può esserlo, l’Atalanta di Gasperini. Ma decisioni forti può significare anche “recuperare” giocatori fino a oggi utilizzati poco o per nulla: dunque le energie e la forza fisica di Musah, la duttilità di Brescianini, la qualità - a costo di qualche rischio - di Zalewski. E ovviamente Scamacca, che sabato ha letteralmente cambiato volto alla squadra. Ma anche Kolasinac, di cui finora è stato rinviato un rientro che i recenti fatti indicano invece come urgente.

ATTACCO SOFT. Il primo tempo di Napoli è stato l’apice di un’involuzione del rendimento difensivo che si era già manifestata nella sconfitta con il Sassuolo. Sette gol incassati nelle ultime tre: è uno dei focus su cui Palladino dovrà concentrarsi. E poi l'attacco, arrugginito, anche perché orfano delle soluzioni dalle fasce. Nessun attaccante con più di due gol segnati, in dodici gare solo 14 reti e non erano così poche da dieci anni (stagione 2015-16: tredici). Intanto, verso il mercoledì di Champions a Francoforte, Palladino potrebbe confermare Scamacca davanti, mentre dietro può rientrare Kolasinac. Bernasconi insidia Zalewski a sinistra. Domenica poi ci sarà la Fiorentina.

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