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Gazzetta - La Fiorentina resta aggrappata a Kean. Ora servono i gol

E' stato il migliore contro la Juve: una traversa e una prova totale. Ma ora deve segnare di più

Una traversa, una gran parata di Di Gregorio, un movimento costante, giocando a tratti anche da attaccante esterno. Sabato sera a Moise Kean contro la Juventus, la squadra in cui è cresciuto, è mancato soltanto il gol. A parte il ritrovato strapotere di Mandragora, ora cannoniere viola in campionato con tre reti, il numero 20 della Fiorentina è sembrato sempre di più il trascinatore della squadra di Paolo Vanoli, scrive La Gazzetta dello Sport.

LEADER. Vanoli ha elogiato Kean a fine partita: «Un leader, ha giocato da campione. Mi dispiace che non stia trovando il gol, ma da solo può mettere in difficoltà la difesa. Dobbiamo solo servirlo meglio». L’allenatore di Varese ha stupito un po’ tutti schierandolo insieme a Piccoli, un attaccante fisico che cerca la profondità, molto simile a Moise. Kean tornava dall’infortunio alla tibia che gli aveva fatto saltare il doppio impegno con la Nazionale. E l'attaccante ha dimostrato una volta di più il suo valore, la sua centralità, la sua imprescindibilità, la capacità di far ammattire l’avversario di turno che fa sempre fatica a controllarlo.

MAGRO BOTTINO. Chiaro, al momento il piatto, come quello della sua squadra, piange: Kean ha segnato appena due gol in campionato e non ha mai timbrato in Conference dove ha giocato solo l’andata del playoff col Polissya in cui è stato espulso rimediando due turni di squalifica. E poi a Mainz. Piccoli è uscito con una caviglia messa male dal match di sabato, c'è Dzeko che ha avuto poco spazio finora, ma giovedì con l'AEK Atene il tecnico potrebbe chiedere ancora uno sforzo a Kean. La Viola resta aggrappata al suo totem, sempre in grado di fare la differenza.

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