×

Fiorentina, un punto che non basta: resta la confusione, serve una vera scossa

La squadra di Pioli fatica ancora a trovare gioco e identità: il pareggio col Bologna salva solo la faccia, non la sostanza

Cambia il risultato, non la sensazione. Il pari del Franchi contro il Bologna evita una nuova sconfitta ma non cancella le ombre che avvolgono la Fiorentina: una squadra che continua a sembrare intrappolata nei propri limiti, incapace di dare continuità a ciò che di buono mostra nella più abbordabile Conference League.

sponsored

Finisce 2-2, ma il bicchiere resta amaro. La reazione dopo la sconfitta col Milan a San Siro era attesa, necessaria, e invece i segnali restano deboli. Troppo poco per una squadra che deve risalire da un avvio di stagione disastroso, fatto di errori individuali, mancanza di gioco e, soprattutto, poca organizzazione.

sponsored

LUCI E OMBRE DI UN PAREGGIO CHE PESA. La Fiorentina ha mostrato un approccio più ordinato rispetto alle ultime uscite, cercando di tenere il baricentro alto e limitare le transizioni di un Bologna sempre organizzato. Ma la fase offensiva resta un problema aperto: poche verticalizzazioni, tanti passaggi orizzontali e la solita difficoltà nel creare occasioni pulite.

sponsored

Kean, resta come spesso accade l’unico a provarci sempre e comunque là davanti, e nonostante qualche imprecisione di troppo realizza con freddezza la rete del pari. Gudmundssonha alternato lampi a lunghe pause, sparendo gradualmente dal campo col passare dei minuti - eccezion fatta per il rigore del 1-2 - mentre il centrocampo continua a mancare di creatività e tempi di gioco.

PIOLI E LA SOCIETA': SERVE UN MESSAGGIO CHIARO. Il pareggio col Bologna non basta a riaccendere la fiducia, e il malumore del Franchi lo dimostra. I cori della Fiesole, stavolta più di contestazione che di incoraggiamento, raccontano un clima che sta cambiando.

Stefano Pioli, nel post gara, ha parlato di “passi avanti nel carattere e nell’organizzazione”, ma la realtà è che i risultati continuano a non arrivare e la pazienza si assottiglia. La società, dal canto suo, è rimasta in silenzio: un silenzio che rischia di pesare più di mille parole.

Serve compattezza, serve una linea chiara, e serve soprattutto che qualcuno indichi la direzione. IL RICHIAMO ALLA COMPATTEZZA. A fine gara, David De Gea ha provato a dare voce al momento difficile della Fiorentina, invitando alla compattezza: “Bisogna credere in noi, anche i tifosi devono farlo nonostante per loro sia difficile perché non arrivano le vittorie.

Siamo in difficoltà, ma dobbiamo restare uniti e lavorare di più e meglio per vincere per la Fiorentina”. Parole che riflettono realismo ma anche la volontà di non arrendersi e di ricompattare l’ambiente viola. UN PUNTO DI PARTENZA O UN NUOVO BIVIO.

Il pareggio col Bologna può essere letto in due modi: come il primo mattoncino per rialzarsi, oppure come un’altra occasione mancata per invertire la rotta. Mercoledì la Fiorentina sarà attesa da una sfida difficilissima contro l’Inter, e lì non ci sarà spazio per mezze misure: o ritrova la sua anima, o rischia di perdersi definitivamente nel labirinto della propria confusione.


Lascia un commento