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Fiorentina e l'incapacità di mutare con le piccole. A Cagliari per non perdere il treno per l'Europa

Che di fronte ci sia l'Inter o la Juventus o il Cagliari o il Venezia i viola propongono sempre lo stesso gioco. Ma è evidente che non può funzionare con ogni avversario

I risultati ottenuti fin qui dalla Fiorentina in campionato hanno dell'incredibile. Bene, anzi benissimo, con le big male, anzi malissimo, con le piccole. Negli scontri diretti con le squadre che la precedono la Fiorentina è avanti praticamente con tutte le squadre che si giocano un posto in Europa.

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Incredibilmente, invece, è indietro con quelle che lottano per non retrocedere. Basti pensare che la Fiorentina ha regalato 4 punti al Monza (che in stagione ha vinto solo due partite di cui una quella coi viola) e la squadra di Nesta è ormai in Serie B.

Ma perché avviene tutto ciò?

Perché la Fiorentina propone sempre lo stesso schema. Un unico gioco, un'unica idea di sviluppo della fase offensiva, che però funziona solo e soltanto con squadre che lasciano spazi e lasciano giocare. Insomma quando la Fiorentina fa la "piccola" con le grandi ottiene ottimi risultati, quando fa la "piccola" con le piccole spesso esce con le ossa rotte.

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Perché è evidente che quando una piccola incontra la Fiorentina propone spesso un gioco simile: catenaccio e contropiede. E la squadra di Palladino, come disse una volta Pongracic,va in difficoltà quando deve impostare il gioco e quando le viene lasciato il pallino del gioco.

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Questa, probabilmente, è la carenza principale del lavoro di Palladino. Aver creato una squadra attenta esclusivamente a rompere il gioco altrui piuttosto che a essere propositiva. Una squadra senza il coraggio di osare, di provarci.

Le parole post Parma vanno in questa direzione: "Ci teniamo il punto, non volevamo perdere". Perché con la filosofia del non perdere, purtroppo, si rischia di dover abbandonare l'idea dell'Europa. Anche qui la riconferma arriva dallo schema più utilizzato dalla Fiorentina stessa: lancione su Kean e speriamo bene.

Denota una totale mancanza di idee in fase di costruzione di gioco. Anche perché, detto che Kean è oggettivamente fuori categoria, la Fiorentina può comunque contare su validi giocatori a centrocampo che sarebbero capaci di proporre gioco, ma per farlo serve la struttura data dall'allenatore.

La mancanza di gioco poi incide anche sulla condizione fisica

La Fiorentina è una squadra che corre tantissimo ma spesso la fa male, a rincorrere gli avversari o a correre senza meta in avanti. Una squadra che oggettivamente avrebbe le qualità per fare molto di più (a livello di gioco) ma che sembra spaesata in campo come, proprio, le mancasse una guida tecnica.

Il finale di stagione darà la possibilità ai viola, e a Palladino, di cancellare quanto scritto sopra. A patto però che arrivino i risultati visto che il gioco probabilmente non arriverà comunque. A Cagliari per rimanere in scia e giocarsi l'Europa Nel lunedì di Pasquetta la Fiorentina giocherà in trasferta contro il Cagliari.

Campo da sempre ostico per i colori viola. E lo farà contro una squadra che cerca gli ultimi punti per staccare definitivamente una zona retrocessione che oggi dista 5 punti. Come ogni squadra di Nicola il Cagliari si giocherà la partita su intensità, grinta e volontà, sospinta dal pubblico sardo sempre molto caldo.

Dalla sua la Fiorentina dovrà semplicemente non fare tutto ciò che solitamente fa contro una piccola. Dunque un altro esame alle porte per Palladino con la speranza che possa aver cambiato qualcosa nella sua squadra in vista di questa partita così delicata per rimanere in corsa per un posto in Europa.


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