Da Thereau a Ribery, da Frey a Veretout: ecco Ikoné, nuovo capitolo francese a Firenze
La freccia classe '98 spera di invertire una tendenza che ha visto più ombre che luci. Negli ultimi anni i vari Lafont, Eysseric e Malcuit non hanno lasciato traccia
Il legame tra Firenze e la Francia si intreccia nel corso dei secoli di storia. Nel calcio, invece, il rapporto ha avuto un'impennata negli ultimi anni. Tanti, infatti, i giocatori francesi che hanno vissuto stagioni tra luci ed ombre in riva all'Arno.
In pochi hanno lasciato il segno, in realtà. Ma Jonathan Ikoné è determinato ad invertire la tendenza. Ventitré anni, campione di Francia in carica e reduce dall'esperienza in Champions: senz'altro un bel biglietto da visita per la nuova freccia di Italiano.
DA ESTERNO A ESTERNO. Ikoné è nato a Bondy, vicino a Parigi. Mentre veniva dalla costa, da Boulogne-sur-Mer, l'esterno francese più importante (fin qui) della storia viola: Franck Ribery. Due anni e 51 presenze con la Fiorentina per l'ex Bayern Monaco, con 5 gol e 10 assist: un bilancio, tra infortuni e squalifiche, in realtà al di sotto delle aspettative che non ha portato al rinnovo la scorsa estate.
Un addio amaro per Ribery, che sarebbe rimasto volentieri a Firenze. Ma la Fiorentina è ripartita con altri presupposti. Così come ha lasciato, con ben meno clamore, anche Valentin Eysseric:l'ex numero 10 viola era stato rilanciato da Prandelli e poi da Iachini, ma dopo 52 presenze, 3 gol e 3 assist (nel mezzo anche le parentesi in prestito a Nantes e Verona) ha salutato la scorsa estate.
Non un'esperienza indimenticabile, la sua, dopo l'arrivo con molte promesse nell'estate 2017, quando era reduce dalla qualificazione in Champions con il suo Nizza. PARENTESI. Sei mesi poco convincenti invece per Kevin Malcuit, esterno francese (di origini mauritane e marocchine) in campo solo 5 volte con la Fiorentina (si ricordano soprattutto gli errori nella gara con il Parma finita 3-3).
Mentre più lunga è stata, a livello contrattuale, l'esperienza di Cyril Thereau: arrivò nell'estate 2017 e dette una grande mano nella prima stagione di Pioli, con 5 gol e 4 assist in 20 partite di campionato. Poi gli infortuni e la necessità di alleggerire il monte ingaggi dal suo stipendio 'corposo', ma un tira e molla sulla mancata risoluzione del contratto che arriva alla naturale scadenza dell'accordo a giugno 2020.
Con il contestuale ritiro dal calcio giocato. ALBAN E JORDAN. Durata poco anche l'avventura di Alban Lafont, promettente portiere classe '99 che in viola ha giocato però solo nel 2018/2019:38 partite totali e 46 gol subiti, ancora acerbo però per esprimersi a buoni livelli.
Così la partenza in prestito con l'arrivo di Commisso e l'addio definitivo a seguire, direzione Nantes. E proprio dal Nantes passò, prima di andare all'Aston Villa e quindi alla Fiorentina, Jordan Veretout. Nei fatti il francese che più ha lasciato il segno negli ultimi anni in viola.
Strepitosa la sua prima stagione, con 10 gol e 1 assist in 38 partite totali: gran corsa, dinamismo, forza e tiro formidabile, per il centrocampista rivelazione di quel 2017/2018. Poi il cambio di ruolo per necessità, spostato spesso davanti alla difesa in assenza di un regista per Pioli e il calo, con la voglia di cambiare aria.
Così la cessione per circa 18 milioni e mezzo alla Roma (tra prestito e riscatto) suona perfino come un rimpianto, per un giocatore che si è confermato ad alti livelli anche in giallorosso. METEORE O QUASI. Sempre in quell'estate 2017 arrivò a Firenze Vincent Laurini, 'onesto' terzino frenato spesso dai problemi fisici: 39 presenze e 1 assist in due anni per l'esterno francese.
Mentre a gennaio 2018 fu il turno di Bryan Dabo, idolo dello spogliatoio ma passato in un anno e mezzo da risorsa a esubero da mettere fuori rosa: per il franco-burkinabé (nato a Marsiglia) 36 presenze, 2 gol e 2 assist in viola.
Andando indietro col tempo, altri giocatori non indimenticabili, come Sebastien De Maio (9 partite nel 2016/2017) e Modibo Diakitè (11 presenze nel 2013/2014 con Montella), oppure il giovane Matthias Lepiller, che arrivò a Firenze nel luglio 2006 rifiutando (disse lui) anche il Liverpool, senza però mai esordire in Prima Squadra.
SARACINESCA. E se a referto, restando nell'ultimo ventennio viola, c'è anche Matthieu Bochu, centrocampista che giocò a Firenze in Serie B nel 2003/2004, la chiusura è per il giocatore francese più importante della storia recente della Fiorentina.
Ovvero Sebastien Frey. Il portierone di Thonon-les-Bains fu uno dei protagonisti assoluti della prima Viola di Prandelli, che stupiva in Italia e in Europa: 218 partite e 222 gol subiti, con porta inviolata per 72 viola, per l'estremo difensore di una retroguardia risultata spesso tra le migliori del campionato italiano.
Solo l'addio fu amaro, messo alla porta da Corvino nel 2011. Ma il legame con Firenze è sempre rimasto profondo.



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