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Da Lupatelli a Rosati, la ripartenza passa dal 3° portiere. L'importanza dell'uomo-spogliatoio

L'imitazione di Celentano, le gag con Vlahovic e un ruolo fondamentale all'interno del gruppo: la rinascita della Fiorentina passa anche dal senso di squadra

E pensare che non fu presentato neanche in conferenza stampa per il suo ritorno alla Fiorentina. Del resto, il terzo portiere magari si vede poco in campo, ma si sente parecchio all'interno dello spogliatoio. Specie se come Antonio Rosati vivi il tuo ruolo come un vero professionista.

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Anzi, di più. Perché ormai in questo anno di Fiorentina a livello umano è diventato uno dei pilastri del gruppo viola. Arrivò (anzi, tornò) dal Torino a febbraio scorso, in uno dei momenti più delicati della storia recente gigliata.

"Per me è veramente un ritorno a casa, mi sono sempre sentito legato a città e società: un piacere esserci", disse ai canali ufficiali della Fiorentina. La terza esperienza in viola, dopo i due spezzoni tra il 2014 e il 2015.

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Eppure, in quel mercato invernale di un anno fa, tra Malcuit e Kokorin fu proprio lui l'acquisto rivelatosi più azzeccato. UOMO-SPOGLIATOIO. Dall'arrivo voluto in primis dall'ex preparatore dei portieri Alejandro Rosalen Lopez, ad un ruolo importante nel gruppo di lavoro di Italiano e di Angelo Porracchio.

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"Abbiamo messo le basi per un gruppo straordinario", disse Rosati lasciando Moena questa estate. Un ritiro che lo aveva visto protagonista proprio all'interno dello spogliatoio. Memorabile, ad esempio, la sua imitazione di Celentano che nei mesi è diventato un 'must'.

E se alla Fiorentina negli ultimi anni era mancato proprio il legame tra i giocatori, il senso di gruppo, anche il terzo portiere viola ha contribuito in maniera importante ad un'unità che poi si vede durante le partite. "Io sono felice se vince la squadra, a prescindere da chi va in campo.

So qual è il mio ruolo in questa fase della carriera e cerco di aiutare tutti, soprattutto i giovani ed il gruppo dei portieri". E così è nato un feeling speciale sia con i 'senatori', da Saponara a Bonaventura, sia con i più giovani.

Soprattutto Vlahovic. Con gag a ripetizione sui social dopo i vari record battuti da Dusan. "Si è instaurato una buona complicità da quando sono arrivato a gennaio. Da persona con più esperienza lo posso aiutare", disse Rosati, 38 anni compiuti a giugno.

PRESENTE SUL CAMPO. Che poi, sul campo, quando chiamato in causa, Rosati ha risposto presente. Ottima la prestazione, con parate decisive, nella vittoria contro il Benevento in Coppa Italia. Una serata da incorniciare che ha certificato una volta di più il senso del gruppo inteso da mister Italiano, che cerca di coinvolgere tutti i suoi giocatori.

COME LUPATELLI. E non è un caso che la ripartenza della Fiorentina, dopo anni complicati, sia coincisa anche con persone come Rosati all'interno dello spogliatoio. Basti tornare con la mente all'arrivo di Lupatellinell'estate 2012, quando si aprì il ciclo Montella: anche in quell'occasione Pradè partì dal terzo portiere come base di un gruppo che poi stupì tutti.

Nel calcio si sa, contano sempre di più i rapporti e il valore umano durante il lavoro quotidiano. "Lo stemma che portiamo sul petto è più importante del cognome che portiamo sulle spalle", è la frase di introduzione al profilo Instagram di Rosati.

Poco da aggiungere.

 
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