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CorSport - Più Fiorentina che Juve. Reazione viola, la squadra di Vanoli dà segnali di crescita

Buona reazione viola nel secondo tempo dopo il vantaggio bianconero negli ultimi minuti del primo. Mandragora risponde a Kostic

La Fiorentina, alla dodicesima giornata, non ha ancora vinto e resta all’ultimo posto, ma è imbattuta con il nuovo allenatore e forse inizia a vedere una luce in fondo al tunnel. In altri tempi, sotto all’intervallo, sarebbe crollata a picco. Invece ha reagito e rimontato, abbandonando le paure. Due gol da fuori area. Il sinistro di Mandragora per rispondere, quasi nello stesso modo, a Kostic. A lungo c'è stata la sensazione che i viola potessero mettere a segno il gol del sorpasso. Venti minuti buoni di pressione, l’occasione mancata da Piccoli, il tuffo di Di Gregorio su Kean, che aveva colpito la traversa nei primi 45 minuti, pieni di nervosismo. Lo scrive il Corriere dello Sport - Stadio.

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DUE CENTRAVANTI. Due centravanti e venti comparse, questa è stata a lungo l’impressione. Kean giocava da solo, l’unico a tenere viva la Fiorentina, anzi a mettersela sulle spalle e provare a sfondare come un toro. Vlahovic, ogni volta in cui aveva l'occasione di puntare Pablo Marì, arrivava davanti alla porta. Nella prima occasione, il Var ha cancellato il rigore appena concesso da Doveri. Nella seconda, Dusan si è allargato troppo nel tentativo di dribblare De Gea, Pongracic lo ha ostacolato e il suo diagonale da posizione defilata è finito sull’esterno della rete. Il Franchi lo stava fischiando, dalla curva si sono alzati cori razzisti e censurabili. L’arbitro e lo speaker hanno minacciato la sospensione, è servito anche l’intervento di Ranieri per riprendere a giocare. Subito dopo, in contropiede, Kean ha sparato una “fucilata nella notte”, usando il vocabolario di Spalletti, e ha fatto tremare la traversa. Poteva venire giù lo stadio, non solo la porta. Come e perché Moise abbia saltato Italia-Norvegia resta un mistero. Ieri stava benissimo e più di una volta ha messo in croce Koopmeiners.

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DUE TIRI DA FUORI. Poco altro da segnalare, se non l’assenza ingiustificata di Yildiz, nonostante Spalletti lo avesse sistemato in posizione centrale. Un fantasma anche Piccoli, rilanciato da Vanoli a sorpresa. Il possesso palla della Signora improduttivo sino a quando Kostic, a un soffio dall’intervallo, non ha rotto l’equilibrio con un sinistro potentissimo da fuori, sorprendendo De Gea. La Fiorentina, rientrando con un altro coraggio, ha impiegato meno di tre minuti a pareggiare. Cattivissimo e spietato Mandragora dai 25 metri. Kean ha speso le ultime energie per volare di nuovo verso la porta, ma Di Gregorio si è allungato bene. I viola, un angolo dietro l’altro, hanno chiuso la Juve in area. Liscio di Piccoli, un gol fallito. Fortini entrato benissimo. Vanoli ha trovato buone risposte da Ndour, Gudmundsson e Kouadio. Spalletti forse ha aspettato troppo per inserire Conceiçao, l’unico in grado di inventare.

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