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CorSport - Il tifo, la mentalità provinciale, la fame di Kean: la Fiorentina riparte da un pareggio

La squadra di Vanoli fa vedere tante cose positive e gioca da squadra vera, soprattutto nella prima metà di ripresa

Paolo Vanoli se lo prende tutto questo pareggio. Ancora più di quello di Genova, anche se in classifica aggiunge lo stesso punto. Ma uno non vale sempre uno. Allora la Fiorentina se l’era ritrovata praticamente fatta, stavolta l’ha costruita perché giocasse così. Tante le cose positive, nonostante qualche inevitabile errore. Soprattutto, ha giocato da squadra vera nei primi 20-25 minuti della ripresa, in cui la rabbia (buona) si è sommata al gioco (buono). Come mai si era visto quest’anno. Così il Corriere dello Sport - Stadio.

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FRANCHI INFUOCATO. «Il risultato è meritato - ha detto il tecnico viola a margine della partita - e serve per il morale, per i nostri tifosi che avevano ragione a criticarci e volevano una prestazione di cuore. Sono stati magnifici e il Franchi deve diventare infuocato: dovremo essere bravi noi a far vedere che abbiamo questa voglia e la gente deve starci vicino come ha fatto stasera. Però, piedi per terra. Ci saranno alti e bassi e occorre essere sempre lucidi, sapendo che è cambiato l’obiettivo: per arrivare alla salvezza ci vogliono 40 punti, forse meno, e ho fatto i complimenti ai calciatori per aver messo un altro mattoncino in una strada che sarà lunga. Il primo tempo me lo aspettavo, sapevo che saremmo entrati con un po’ di paura, poi ho detto ai miei che con la paura non si va da nessuna parte e che per fare qualcosa d’importante ci vuole coraggio: nel secondo tempo ho visto una grandissima reazione».

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ESSERE PROVINCIALI. Giusto per farsi intendere, Vanoli ripete il concetto-base. «Dobbiamo essere provinciali. Mi dispiace per il nostro presidente Commisso che ha fatto grandi investimenti in questi anni, ma oggi ci troviamo di fronte a una realtà precisa. Io ci sono stato più di una volta là sotto e quando ci sei è necessario dare certi segnali: e accettare la sofferenza come abbiamo fatto contro la Juventus è un super segnale». I singoli, adesso. Cominciando dal Singolo. «Kean ha dimostrato di essere un leader per l’ennesima volta, di essere attaccato a questa maglia. Ha giocato da campione. Ma ho fatto i complimenti a tutti. A chi c’è stato dall’inizio come Parisi, a chi è subentrato come Kouadio, Gudmundsson e Fortini». Fagioli, poi: «Ho parlato con Nicolò e gli ho detto che non serve piangersi addosso. Ha qualità importanti, adesso tocca a lui. Ha risposto e mi fa piacere, ma lui e tutti gli altri devono rispondere in ogni partita. Il ruolo? La mezzala di palleggio è il suo vestito, ma può fare anche il regista».

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LA FAME DI MOISE. Travolgente e strabordante in campo. La traversa ancora trema. Di poche ma significative parole quando Doveri ha mandato tutti negli spogliatoi e Kean ha dato la sua valutazione della partita: «Prendiamo sia le cose positive che quelle negative - ha detto a DAZN - e lavoriamoci sopra per tenere le prime ed eliminare le seconde, perché sta a noi andare avanti, ma intanto era importante avere un impatto del genere contro un grande avversario. La traversa? È andata così». Domenica prossima l’Atalanta, con la caccia ai tre punti sempre aperta: «Ci siamo allenati bene e, sì, abbiamo fame».


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