CorSport - Firenze, l'orgoglio perduto. Il calo di spettatori e i sogni infranti: passione da riaccendere
Analisi dell'ultimo mezzo secolo viola: tanti tifosi in meno allo stadio, poche gioie negli ultimi anni
Sul Corriere dello Sport – Stadio analisi dell'ultimo mezzo secolo viola. Fino a che punto può sognare la tifoseria viola? Qual è la vera dimensione della Fiorentina? Così si interroga il quotidiano.
IL CALO DI SPETTATORI. Sono state ricostruite le vicende delle ultime quattro proprietà, partendo dai Pontello (inizio anni Ottanta), passando ai Cecchi Gori (inizio anni Novanta), ai Della Valle (inizio nuovo Millennio), fino a Commisso. Il primo dato che colpisce è il calo continuo degli spettatori. E’ vero che il Franchi nel tempo ha subìto delle ristrutturazioni, da Italia ‘90 allo scempio di oggi. Ma questo non basta a spiegare perché la gente di Firenze continui a stancarsi della sua squadra. Con i Pontello il record di presenze fu con l'Inter nell'84/'85: 58.213 spettatori, per una media in quel decennio di 36.476 tifosi. Nell’81/'82 la Fiorentina conquistò il secondo posto, sono passati 44 anni ma quel piazzamento non è stato più raggiunto. Dopo i lavori per Italia ‘90 il Franchi poteva contenere 49.000 spettatori, eppure la media segnò il primo calo scendendo a 31.301, complice anche il finale di quella gestione con la retrocessione in B e il fallimento. Cinquemila spettatori in meno rispetto ai Pontello. Ancora un passo indietro con i Della Valle, che pure portarono la Fiorentina in Champions League con Toni, Mutu, Frey e uno degli allenatori più amati dai tifosi, Cesare Prandelli. Media spettatori: 28.468. Con Commisso la media è di 26.310 spettatori (escluso l'anno del Covid, con l'ultimo anno e mezzo a capienza ridotta).
LE RAGIONI. In meno di quarant’anni la Fiorentina ha perso più di 10.000 spettatori. Non è un calo, è un’emorragia. Qualcuno potrebbe spiegarla con l’avvento delle tv a pagamento, ma allora diventa difficile capire perché Olimpico (versante romanista) e San Siro siano sempre strapieni, così come il Dall’Ara negli ultimi anni, il Gewiss Stadium di Bergamo e il Maradona. Più probabilmente la gente è stufa di non entrare più nella lotta per i primi posti, di non correre più per la Champions. E poi oggi si deprime quando mette piede in quell’osceno teatro che non dovremmo più chiamare Franchi per non offendere il nome del più grande dirigente calcistico italiano. Contro il Lecce, gara fondamentale, c'erano 16.000 spettatori. "Su questi dati dovrebbe riflettere Commisso. Ha costruito una casa fantastica, ma il Viola Park non è dei tifosi. Quella è proprio roba sua, c’è il suo nome davanti all’ingresso principale. Soprattutto ora che la squadra va male, malissimo, la Fiorentina dovrebbe avvertire ancora di più la necessità di aprirsi all’esterno, di confondersi con la città, di riaccendere una passione che non è più quella di un tempo", scrive il quotidiano.
I PIAZZAMENTI. Può darsi che sia presto per confrontare i risultati di quest’ultima gestione con quelle precedenti, Commisso ha acquistato la Fiorentina sette anni fa, i Pontello sono rimasti per un decennio, i Cecchi Gori per dodici stagioni, i Della Valle per diciassette. Però, nonostante gli sforzi (90 milioni investiti nell’ultimo mercato), è evidente che i risultati non sono paragonabili a quelli dei predecessori. Sia chiaro, Vittorio Cecchi Gori ha portato per due volte la Fiorentina in Serie B e l’ha fatta fallire ma capitava nella stessa gestione in cui i viola vincevano due volte la Coppa Italia, una volta la Supercoppa ed arrivavano in semifinale di Coppa delle Coppe. I Pontello hanno quel secondo posto come il fiore all’occhiello, i Della Valle le presenze in Champions League. Commisso non ha avuto fortuna, tre finali, tre sconfitte. Storicamente la Fiorentina è una squadra da settimo/ottavo posto. Facendo una media dei piazzamenti di ogni proprietà, con i Pontello è arrivata al 6,8° (fra il sesto e il settimo posto, più vicino al settimo che al sesto), con Cecchi Gori al 9°, con Della Valle all’8,06°, con Commisso oggi è all’8,60°, a pochi passi dal nono posto. In passato c’è sempre stata un’impennata, un momento più o meno lungo di calcio ad alto livello. E’ quello che è mancato in questi anni, non la certezza, ma anche la sensazione di non poterci arrivare. C’è poi un altro aspetto che accomuna le ultime quattro proprietà viola: nessuna si è salvata dalla contestazione dei tifosi. I fiorentini non si accontentano del vivacchiare.



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