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CorFio - Più di un punto. La Fiorentina risponde di orgoglio e si prende il pareggio con grinta

La squadra di Vanoli reagisce al vantaggio bianconero e porta a casa un punto che porta con sé buone sensazioni

Un piccolo passo per la classifica ma, forse, un bel salto in avanti nel lungo e complesso cammino di (auto)ricostruzione. Meglio andarci cauti, certo, ma il pari di ieri va al di là del punticino. Perché la Fiorentina ha mostrato carattere e determinazione, fame e consapevolezza. Soprattutto, capacità di reagire alle difficoltà. Mica poco, pensando a quanto successo fin qua. Così il Corriere Fiorentino.

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CONFERME E SORPRESE. Serviranno altre conferme, ma ripensando anche a Marassi e al pareggio col Genoa, si può dire che la presa d’atto della realtà è compiuta. Merito di Vanoli? Difficile dirlo ancora, ma la squadra già gli somiglia e questo è sempre buon segno. A proposito. Seconda partita, prime sorprese. Fiorentina totalmente diversa rispetto a quella che avevamo lasciato prima della sosta. Senza Gudmundsson, ma con Kean e Piccoli dall’inizio. Una scelta nata probabilmente dalla voglia di attaccare un «non difensore» come Koopmeiners e, perché no, per aggiungere centimetri pensando (anche) alle palle inattive. E poi Fagioli, riproposto nel non gradito ruolo di regista. Per il resto tutto secondo la attese, compreso Parisi a sinistra al posto dell’affaticato Fortini.

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CENTRAVANTI CONTRO TUTTI. Due squadre schierate teoricamente a specchio, anche se quello di Spalletti era più 3-5-1-1 che 3-5-2: un trequartista (Yildiz) e là davanti (accolto dal solito, insopportabile, «sei uno zingaro») Vlahovic. La risposta? Un numero da circo su Pablo Marì e il primo, enorme spavento. Rigore prima dato e poi cancellato dal Var che, se mai fosse servito, ha ulteriormente fatto alzare il volume della tensione. Sono serviti gli interventi dello speaker prima e di Ranieri poi per invitare la curva a farla finita con certi insulti. Il rischio era la sospensione della gara. Momenti tristi, e pure imbarazzanti, prima che Kean (traversa piena) riportasse in scena il calcio giocato e che Vlahovic, ancora lui, si divorasse lo 0-1 dopo aver scherzato di nuovo Marì. Questo è stato il primo tempo. Due centravanti contro tutti e abbandonati a loro stessi, col lampo improvviso di Kostic proprio al tramonto.

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REAZIONE. Un cazzotto cattivissimo, che pensando alla ripresa portava con sé un punto interrogativo grande così: sarebbe bastato per metter k.o. la Fiorentina o, stavolta, sarebbe arrivata una reazione? La risposta, è arrivata in soli tre minuti: sberla da 30 metri di Mandragora, e 1-1, botta di Kean, e 2-1 sfiorato. Sussulti di un orgoglio mai visto e sintomo di quella voglia di ribellarsi che sembra rispecchiare animo e richieste di Vanoli. Uno che in panchina impazzisce ogni volta che i suoi mollano un attimo il piede dal gas o calano in ferocia e che ieri (Fortini per Dodò e Kouadio per Parisi) ha avuto anche coraggio nei cambi. In fondo, è quello che serve: togliersi di dosso la paura e metterci anche un po’ di incoscienza.


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