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CdS-Stadio – Gud, continua il rebus. Ok in Islanda, ma non alla Fiorentina

Albert Gudmundsson non riesce a ripetere con la Fiorentina le prestazioni che mette a referto con la Nazionale   

Perché c’è un Gudmundsson che alla Fiorentina continua a non incidere come potrebbe e dovrebbe, e un Gudmundsson che in nazionale passa da un gol a un assist e viceversa offrendo spesso esempi del talento riconosciuto oltre a un contributo molto concreto? La domanda si è rincorsa per tutta la scorsa stagione in mezzo ai problemi di natura fisica che lo hanno condizionato fin da agosto e si sta rincorrendo nei tre mesi di quella attuale, in cui appunto del vero Gud in viola si sono visti sprazzi non sufficienti a soddisfare le aspettative naturalmente alte per un calciatore del suo livello, mentre con la maglia dell’Islanda lo si è trovato ogni volta tra i migliori. Pareggiate (almeno) le due versioni, la Fiorentina avrebbe buone possibilità di risalire i guai di classifica in fretta, scrive il Corriere Dello Sport Stadio. Per quanto l’ex Genoa sia il miglior realizzatore al momento della squadra di Vanoli con 4 gol (2 in campionato più 2 in Conference), il suo rendimento complessivo non è stato ancora sufficiente. 

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DENTRO E FUORI. Con Pioli ha saltato Napoli e Como per una caviglia in disordine, quindi è subentrato dalla panchina in tre delle sei occasioni successive iniziando e finendo solo quella con il Bologna. Fuori anche contro il Mainz, all’ultima in Conference, a causa del processo d’appello che lo vede coinvolto in Islanda (con sentenza attesa entro il 4 dicembre, sabato prossimo). Con Vanoli c’è stato a Marassi fino alla mezz’ora della ripresa, ma poi nella partita contro la Juventus che segnava davvero l’avvio del nuovo corso dell’allenatore varesino, questi gli ha preferito Piccoli, pur avendo svolto tutta la settimana di allenamenti di ritorno dall’Islanda con un attaccamento alla maglia (viola) e al gruppo che il suo fare distaccato e quasi glaciale non fa trasparire, ma che invece c’è ed è forte. Scelte fondate del tecnico, ovviamente, però in un appuntamento del genere che significava quello che significava e con la posta in palio così importante, ci si aspetterebbe sempre Gud in campo. Il vero Gud, almeno. Forse gli servono un po’ di fiducia a scatola chiusa e un po’ di partite in fila per prendersi finalmente la Fiorentina: ma tocca sempre e comunque a lui. 

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