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Il cambio ruolo, l'Empoli e la Selecao. Gongora a VI.IT: "Dodo speciale. Orgoglioso del suo cammino"

Intervista all'ex allenatore del terzino brasiliano nelle giovanili del Coritiba

Aprile 2015. A Gradisca va in scena la 30esima edizione del Torneo Internazionale "Città di Gradisca" – Trofeo "Nereo Rocco, con i brasiliani del Coritiba chiamati a difendere il titolo dopo i trionfi degli ultimi due anni. “Abbiamo perso in finale, ma avremmo meritato di vincere contro il Midtjylland”.

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Pensieri e parole di Anderson Gongora a LaViola.it, che 7 anni fa era alla guida della formazione alviverde e veniva premiato come miglior allenatore del torneo.

Credit: Coritiba FC[/caption]

Oggi Gongora allena gli spagnoli del Gabia, ma ha ricordi nitidi di quell’esperienza riservata alla categoria Sub-17. In quella squadra c’era anche Dodo. "Ho lavorato con lui quasi 3 anni. È stato un ragazzo molto importante per me, un giocatore speciale.

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Sono arrivato a luglio 2014 a Coritiba, mentre lui a maggio e non stava giocando molto, anzi stava perdendo tempo da esterno alto. Prima che arrivassi aveva avuto qualche difficoltà, che poi con il cambio ruolo sono sparite: da attaccante doveva giocare spalle alla porta e in spazi stretti, ma lui ha grande forza, tecnica e velocità, quindi si esalta quando ha campo davanti”.

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Una svolta per il classe 1998, che però ha accettato senza resistenze la decisione del proprio allenatore: “Bisogna essere in grado di comunicarlo al giocatore, gli ho spiegato che sarebbe stato utile per la sua carriera e lo ha capito.

Già nel primo allenamento è andato molto bene. Nello stesso anno è stato convocato dalla Selecao Sub-17”.

Ma Dodo non è stato l’unico a cui Gongora ha cambiato posizione. “Al Coritiba ho allenato anche Matheus Cunha del Wolverhampton.

Da centrocampista l’ho schierato centravanti. Quindi un'altra buona intuizione”.   Tra i pali c’era invece Bertinato, oggi portiere del Venezia. "A lui non ho cambiato ruolo, ma ricordo che erano più le volte che giocava con la Selecao che con noi, veniva sempre convocato e non potevamo opporci.

Un ottimo portiere, mi fa piacere che stia facendo bene in Italia“.

Quel torneo in Friuli è stata la prima esperienza per Dodo in Europa.

L’Italia era nel destino dell’ex Shakhtar Donetsk e Vitoria Guimaraes, che al Nereo Rocco ha affrontato Napoli, Empoli ed Hellas Verona: “Lì lo videro anche gli uomini della federazione brasiliana che si convinsero poi a convocarlo”.

Ma se c’è stata una partita in cui si è particolarmente distinto è quella contro i toscani. “Una squadra che pressava tanto con tutti i giocatori, così avevo bisogno di fare continui cambi di campo e in pratica Dodo ha giocato da attaccante esterno per ricevere il pallone dall'altra fascia.

È arrivato diverse volte davanti alla porta, ma il portiere dell'Empoli, così come Bertinato, quel giorno erano in stato di grazia e la partita finì 0-0".

Gongora ha saputo instaurare un bel rapporto con Dodo. I due si sentono ancora adesso dopo le tante chiacchierate al Coxa.

Gli dicevo che doveva concentrarsi non solo sulla parte fisica, ma anche sulla tecnica, nel giocare con il mancino, i cross in area e il pressing...Ero molto severo su queste cose, ma poi ha imparato”. Una crescita in campo, ma anche fuori.

Per me Dodo era importante perché era un leader, aveva un carattere molto allegro e ciò faceva bene al gruppo, mentre in partita e in allenamento era serio e un gran lavoratore. Posso dire solo cose buone di lui. Ci siamo sentiti qualche mese fa e molto questa estate quando doveva trasferirsi a Firenze: era molto felice perché si trattava di un passo importante per la sua carriera".

Nel 2016 Dodo ha poi esordito in Prima Squadra ed è diventato il giocatore più giovane del Brasileirao.

La scorsa estate si è trasferito dall’Ucraina a Firenze per 14,5 milioni, che lo rendono il difensore più pagato della storia del club viola. "Vederlo in Serie A mi rende orgoglioso. Sono molto contento di aver contribuito alla sua crescita.

Nel settore giovanile devi formare giocatori, ma soprattutto uomini, e vederlo adesso con la sua famiglia mi rende felice". Parola di Gongora, che nel 2023 sta vedendo la miglior versione del terzino nato a Taubaté con la maglia della Fiorentina.


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