×

Bianco, gestione che lascia dei dubbi: 30 minuti contro avversarie inferiori a quelle di Serie B

Sin qui appena mezz'ora in quindici partite per il giovane centrocampista viola contro avversari inferiori a quelli che avrebbe potuto affrontare se fosse stato ceduto in prestito in Serie B

In estate la Fiorentina aveva blindato Alessandro Bianco rinnovandogli la fiducia fino al 2027. Una scelta logica che lasciava intravedere la voglia di puntare su un giovane cresciuto nel proprio vivaio e di impiegarlo con regolarità almeno fino a gennaio, malgrado un reparto affollato.

sponsored

Un po’ come aveva fatto la Roma con i vari Afena, Zalewski, Volpato e Bove nella passata stagione in Conference League, con la differenza però che i giovani lanciati da Mourinho sono stati protagonisti in partite che pesavano, dalla fase a gironi fino alla vittoria finale.

sponsored

L’opposto di quello che sta accadendo al classe 2002, protagonista di un inizio di stagione di soli allenamenti e due spezzoni di partita che non avevano più niente da dire, nei quali ha comunque dimostrato qualità e personalità.

Escludendo la gara di Istanbul, 90 minuti in panchina contro il modesto Riga, l’ultimo quarto d’ora nel doppio confronto contro gli Hearts a risultato acquisito: questi gli unici scampoli di partita sin qui giocati da Bianco.

sponsored

A questo punto la domanda viene spontanea: non sarebbe stato meglio cederlo in prestito in Serie B, visti i tanti estimatori, invece di non fargli giocare neanche un tempo intero contro avversari che probabilmente farebbero fatica, con tutto il rispetto, a salvarsi nel campionato cadetto?

E tralasciando i luoghi comuni sul fatto che in Europa non esistano partite facili. Ma questa è l’Italia, una realtà difficile per i giovani. Non ci meravigliamo poi se la nazionale non si qualifica a due mondiali consecutivi.

Può essere solo una diretta conseguenza del poco coraggio e della poca lungimiranza, quando si ha paura nel far giocare i ventenni (non i 2004 come nel resto d’Europa) contro avversari di un livello inferiore. Ragionamento che stona un po’ con la politica professata dalla società viola, con l’investimento sul Viola Park e i trofei vinti negli ultimi anni con la Primavera.

L’importante però è restare coerenti con le proprie azioni, evitando di elogiare gli altri modelli europei se si viene interrogati sui problemi del calcio italiano, quando si è i primi poi a fare il contrario.


Lascia un commento