×

Amrabat e gli altri. Tornare a rendere la Fiorentina un top club (e non una tappa di passaggio o rilancio) è la vera missione

Troppe volte nel recente passato la Fiorentina si è ritrovata ad essere vista come realtà intermedia.Serve invertire il trend, a prescindere dall'Amrabat di turno

Che sia un mediano, un difensore, un portiere o un attaccante, che sia sostituibile o meno, poco importa. Il vero nodo, ancor più del valore tecnico ed economico di chi entra e chi esce, è capire perché alcuni meccanismi si ripetano.

Che ci sia dietro la tela di un procuratore, l’ambizione del singolo o la chiamata di qualcuno a cui non si può dire di no, troppe volte nel recente passato la Fiorentina si è ritrovata ad essere vista come realtà intermedia.

sponsored

AMRABAT E I ‘SUOI FRATELLI’. Dal Ct del Marocco ad alcuni dei suoi famigliari, molti hanno posto l’accento sul fatto che la Fiorentina possa stare stretta ad Amrabat dopo un Mondiale giocato ad altissimi livelli. Ci può stare, fa parte del calcio moderno.

Piaccia o meno. Per quanto il calciatore abbia un contratto per altri due anni, con opzione unilaterale per un’ulteriore stagione in favore della Fiorentina, quando arrivano offerte con ingaggi che in pochi si possono permettere si sa da che parte sta il manico del coltello.

sponsored

Lo dovrebbero aver capito anche coloro che sostenevano la teoria del ‘Vlahovic? Lo terrei in tribuna fino alla scadenza del contratto’, così come per Chiesa. Per una società che fattura le cifre della Fiorentina è impossibile poter pensare di rinunciare a cifre che valgono un anno di introiti, a prescindere dalla ricchezza del proprietario di turno.

sponsored

Fin qui siamo ancora ai sondaggi per Amrabat, ma le sirene suonano. La vera sfida, piuttosto che sul tenere o meno l’Amrabat di turno, è rendere la Fiorentina tra i top club, piuttosto che farla percepire come tappa di passaggio, trampolino di lancio o di rilancio.

BIG. Firenze e la Fiorentina non dovrebbero essere una realtà in cui, appena si fa una stagione ad alti livelli, o si batte cassa o si cerca di andare altrove a guadagnare di più o a giocare la Champions. Così sembra essere diventato, tuttavia, e potrebbe esserlo ancora se non si trova il modo di alzare l’asticella.

Impossibile arrivare ai livelli di una certa élite. Senza stadio di proprietà e non riuscendo a stare nel circuito della Champions League la forbice con alcune realtà è incolmabile. Ma società come la Lazio, che sono ad oggi un gradino sopra la Fiorentina ma lontane da quelle della cerchia delle big, insegnano che si può trattenere a lungo calciatori di livello, senza che il buon giocatore di turno faccia di tutto per andare altrove.

L’altra via da poter percorrere è quella del Napoli. Si può aprire cicli, riaprirli o addirittura migliorarsi vendendo e ricomprando. Il cruccio, altra cosa su cui la Fiorentina deve assolutamente migliorare, sta in come il club viola abbia sostituito i recenti partenti, dall’avvicendamento Callejon-Chiesa a quello Cabral-Vlahovic.

Tra fiducia e diffidenza nell’operato della squadra mercato, ad oggi, prevale più la seconda. TREND. Come fare per invertire il trend? L’investimento sul Viola Park, per quanto lodevole e meritevole di ringraziamenti, non sembra essere l’unica via.

A meno che non si pensi che i giocatori che raggiungono un certo livello rinuncino ad andare altrove perché a Bagno a Ripoli ci si può allenare in un centro sportivo coi fiocchi…Certo, investire sui giovani darà i suoi frutti, ma a lunga scadenza.

Che il domani possa essere a tinte viola non ci sono dubbi, ma l’oggi desta ancora qualche dubbio e perplessità. La programmazione continua ad essere un tasto su cui insistere e migliorare. Il fatto che Kouame sia stato spesso il migliore in campo della Fiorentina, nonostante sia stato in bilico per andare altrove fino all’ultimo, la dovrebbe dire lunga, così come il pasticcio sulle liste per il mancato ritorno ad Empoli di Zurkowski e il non aver completato il reparto difensivo.

Amrabat, invece, si è rivelato essere un ottimo investimento da parte della società, Commisso in primis. Ma piano coi ‘carri’, perché averci visto lungo sulle doti del marocchino potrebbe essere messo in contrapposizione con l’averci visto male su molti altri calciatori che non hanno soddisfatto le attese.

Ma, e qui si torna al punto di partenza, averlo pagato oltre 20 milioni, atteso, difeso, scelto in luogo di Torreira la scorsa estate e vederlo andar via adesso, suonerebbe come una beffa doppia. Da evitare, nel suo caso come in quello di molti altri, oggi e domani.

La crescita della Fiorentina passa anche da qui.


Lascia un commento